RIFIUTI & TRASPARENZA

Cirsu affida incarichi per Grasciano 2: «procedura pubblica non necessaria»

Funzionari del Comune scelti per la “disponibilità”

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Andrea Ziruolo

Andrea Ziruolo

GIULIANOVA. I nominati sono dipendenti pubblici, al posto di punteggi e graduatorie il “criterio” della disponibilità dei candidati.

E’ la procedura di selezione seguita dal consorzio Cirsu (ente strumentale di sei comuni abruzzesi) per l’affidamento di incarichi per la discarica Grasciano 2. Il consorzio ha affidato all’ ingegnere Lorenzo Giammattei la redazione del progetto esecutivo del sito ed a due dipendenti comunali, Fabrizio Notarini del Comune Morro D’Oro ed il geometra Massimo Di Gregorio di Notaresco, l’incarico di responsabili unici del procedimento. A dirlo è il consigliere comunale di “Alternativa per Mosciano”, Emilia Di Matteo.
Nei giorni scorsi il consigliere ha sollevato dubbi sulle nomine «avvenute senza alcuna procedura ad evidenza pubblica», lamentando «la reticenza da parte di Cirsu a fornire atti e documenti e spiegazioni».
Non è la prima volta che il consorzio si trova al centro di aperte polemiche e scontri.
Tra le contestazioni della Di Matteo, c’ è anche la mancata attivazione da parte dei sindaci di un ufficio che si occupi del controllo analogo della Cirsu Spa, il cui schema di convenzione tra i sei Comuni soci è stato approvato dai competenti Consigli comunali già nel lontano dicembre 2010.
Il presidente del consorzio, Andrea Ziruolo, contattato da PrimaDaNoi.it, ha smentito tutto categoricamente rassicurando che «i sindaci dei Comuni sono stati informati sulle nomine ed hanno deliberato».
Restano però dei punti interrogativi. Come mai sul sito Cirsu alla voce delibere dell’assemblea dei soci (Enti pubblici) è impossibile accedere. Dove si possono reperire i documenti ufficiali visto che il presidente Ziruolo ha precisato «che solo gli organi deputati possono chiedere e ottenere atti dal Cirsu»? Ma soprattutto, quanto saranno pagati gli incaricati?

EVIDENZA PUBBLICA? «NON C’E’ BISOGNO»
Quando su un affare si è tutti d’accordo non servono formalismi, basta la parola. Di solito funziona così ma la regola vale pure quando ci sono di mezzo le pubbliche amministrazioni?
Per il presidente Cirsu Andrea Ziruolo, sì. Ed è proprio quanto accaduto per la nomina dei dirigenti. I sindaci dei sei comuni (il Consorzio raccoglie Bellante, Giulianova, Morro d’Oro, Mosciano Sant’Angelo Notaresco e Roseto ) avrebbero manifestato approvazione verso i tre nominati.
I criteri seguiti, ha spiegato Ziruolo a PrimaDaNoi.it per individuare le persone giuste «sono stati la disponibilità e l’esperienza».
Emilia Di Matteo in disaccordo ha dichiarato che tra i dirigenti e funzionari dei Comuni soci «ci sono molti professionisti che in base alle competenze avrebbero potuto svolgere le funzioni assegnate, eppure a loro non è stata data la possibilità di competere».
Quanto alla retribuzione, Ziruolo ha precisato che i dirigenti riceveranno al massimo il premio di indennità il cui ammontare è sconosciuto.

IL CONCETTO DEL «CONTROLLO PER META’ »

C’è poi il problema del controllo analogo. Ogni ente strumentale delle pubbliche amministrazioni deve sottoporsi ai controlli e monitoraggi. Per questo, l’ente pubblico, istituisce una commissione o un ufficio preposti.
Ziruolo all’inizio ha parlato «di un controllo analogo per metà»; poi, quando è passato alla definizione del concetto ha spiegato che «per metà si intende il fatto che solo l’organo preposto al controllo può chiedere ed ottenere da Cirsu documenti ed atti». Seguendo il suo ragionamento, dunque, né consiglieri comunali, né giornalisti, né cittadini possono accedervi.
Per i soggetti esterni il Cirsu rimane blindato?

Marirosa Barbieri