LA TRADIZIONE

Dai Talami di Orsogna una provocazione sul «contratto di lavoro»

Il freddo pungente non ha fermato la manifestazione

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4379

Dai Talami di Orsogna una provocazione sul «contratto di lavoro»
ORSOGNA. L'aria frizzante, il vento e la pioggia caduta durante la notte non hanno fermato la Festa dei Talami di Orsogna.

I quadri biblici viventi anche questa volta non hanno mancato all'appuntamento del lunedì dopo Pasqua: lo "spettacolo" dei sette quadri biblici viventi, interpretati da attori immobili su carri trainati da trattori (tranne l'ultimo, portato a spalla dagli alpini), si è ripetuto come accade quasi ininterrottamente dal Medioevo (le prime testimonianze scritte risalgono al 1270).
Il nome Talamo deriva dal significato dato proprio in epoca medievale al latino "thalamus", che indicava il palco sul quale erano rappresentati i drammi liturgici.
Ciascun carro è stato presentato da monsignor Giovanni D'Ercole, vescovo ausiliario della Diocesi dell'Aquila, il quale ha sottolineato come «in ogni Talamo si vede la Madonna del Rifugio», il messaggio di fede e generosità della Vergine cui è dedicata la festa orsognese.
I carri, preceduti nella sfilata dall'Orchestra musicale «Domenico Ceccarossi» composta dai ragazzi dell'Istituto comprensivo di Orsogna, hanno interpretato il tema dell'edizione 2012, «Dio educa il suo popolo». Ogni Talamo lo ha fatto in maniera originale, rappresentando ciascuno un diverso passo della Bibbia.
Tra i carri va segnalato il Quinto (a cura di Manuela Petino), una rilettura in chiave attuale e «provocatoria», come l'ha definita monsignor D'Ercole, della parabola del Buon Samaritano: uno degli attori mostrava il cartello «Contratto di lavoro» (l'imprenditore?), mentre altri interpretavano gli altri protagonisti del mondo del lavoro odierno, chi con una borsa contenente attrezzi, chi al computer, chi nell'atto di leggere il giornale. Accanto un bambino e due ragazze, probabilmente la famiglia dell'uomo in cerca di occupazione.
Molto belli anche il Quarto, dedicato alla parabola del Figliol Prodigo dai ragazzi della locale Scuola Media coordinati dall'insegnante Graziella Gentile, e il Settimo, quello portato a spalla dagli alpini («Gesù Maestro ci educa con la proclamazione delle beatitudini» a cura di Tommaso Bucci). Bellissimi anche gli altri Talami, realizzati da Paola Cicolini, Anna Maria D'Ancona, Samuel Di Domenica e Annamaria Cavaliere.
Anche quest'anno i carri sono stati all'altezza della loro fama, premiata l'anno scorso dal Ministero del Turismo con il riconoscimento di «Patrimonio d'Italia per la tradizione» su segnalazione dell'associazione "Res Tipica" dell'Anci (Associazione nazionale Comuni Italiani), di cui è presidente nazionale l'orsognese Fabrizio Montepara.
Tra gli ospiti il presidente e altri rappresentanti dell'associazione della città inglese York, che organizza i «Mystery Plays», tradizione analoga ai Talami che si tiene ogni due anni in occasione della festa del Corpus Domini.