LA DENUNCIA

Confcommercio contro il Comune d Ortona: «bando di gara illegittimo»

Inviati esposti in Procura

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Confcommercio contro il Comune d  Ortona: «bando di gara illegittimo»
ORTONA. La Confcommercio Chieti punta il dito contro la il sindaco di Ortona, Nicola Fratino e l’assessore al Commercio, Rocco Ranalli. Oggetto della contestazione un bando di gara per l’affidamento in gestione dell’organizzazione e lo svolgimento di fiere locali e mercati specializzati e stagionali nell’arco del 2012.

Secondo associazione un passaggio dello schema del bando, «sarebbe illegittimo e discriminatorio» in quanto richiede requisiti selettivi e difficili da raggiungere. L’associazione ha inviato nei giorni scorsi un esposto-denuncia al sindaco di Ortona, Nicola Fratino, all’assessore al commercio, ai capigruppo consiliari, al Prefetto di Chieti, alla Procura della Repubblica e al comando provinciale della Guardia di Finanza perché si faccia chiarezza sulla vicenda.
Nel mirino un passaggio, l’articolo 4 comma b “Requisiti richiesti” in cui ai candidati aspiranti viene richiesta, in particolare, «l’iscrizione alla C.C.I.A.A.(Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura) e di aver organizzato nell’ultimo quinquennio manifestazioni similari in comuni di dimensione analoga o superiore a quello di Ortona, in numero di almeno due per ciascun anno».
Il comma in questione così concepito, secondo il presidente della Confcommercio Chieti, Angelo Allegrino, «creerebbe un palese nocumento a quelle categorie che non sono in possesso dei “fantasiosi” requisiti presenti nel regolamento».
«Sussiste il fondato motivo di ritenere », ha detto, «che vi siano stati indebiti favoritismi da parte degli amministratori comunali a beneficio di terzi al fine di giungere, con l’approvazione della delibera consiliare, a concessioni rilasciate a pochi eletti e ad appartenenti di categorie non meglio specificate a danno del commercio cittadino, delle associazioni di categoria e di tutti gli operatori commerciali del territorio».
Neanche la legge della Regione Abruzzo (la numero 135/1999) che determina regolamenti in materia darebbe, secondo Allegrino, la facoltà agli enti di dettare requisiti così severi o limitazioni di sorta alla partecipazione degli aspiranti.