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Montesilvano, lavoratori ex Deborah Ferrigno in ginocchio

La Cisl scende in campoe rivendica trattamenti paritari

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Montesilvano, lavoratori ex Deborah Ferrigno in ginocchio
MONTESILVANO. «Salari non adeguati, lavoro straordinario retribuito come ordinario, turni oltre il dovuto».

Sono queste, secondo la Fp Cisl, le condizioni in cui versano i dipendenti dell’ Azienda Speciale di Montesilvano ente strumentale del Comune che si occupa servizi sociali ed educativi. «Modalità discutibili», ha dichiarato il sindacato che porterà la questione nelle sedi competenti.
Tra i punti caldi la differenza salariale di oltre 500 euro a parità di profilo professionale dei dipendenti dell’Ente rispetto a quelli pubblici. Problema più volte sollevato dalla sigla che non ha trovato riscontro nelle amministrazioni di turno che nel tempo si sono succedute.
E ancora «alcune categorie di lavoratori dell’azienda speciale», ha dichiarato il sindacato, «maturano per contratto degli scatti di livello legati alla loro anzianità di servizio presso la struttura a cui la Direzione Generale dell’Ente continua a negare questo automatismo».
La Cisl avrebbe chiesto più volte di procedere ad una conciliazione per una transazione su compensi arretrati, interessi e rivalutazione monetaria di quanto spettante ai lavoratori. L’Ente, di contro avrebbe risposto picche costringendo un gran numero di dipendenti ad un ricorso giudiziario con un pesante aggravio dei costi legali che l’azienda stessa dovrà sostenere.
A tutto questo si aggiunge la gestione del personale che, secondo la sigla, ha contratti ad ore anziché mensili ed è chiamato a svolgere lavoro straordinario retribuito come ordinario, senza cioè la maggiorazione prevista dalla legge. A preoccupare è quindi la media di 172 ore lavorative mensili al posto delle 164 previste senza alcun accordo sindacale previsto dal contratto.
Infine, l’orario di lavoro settimanale proposto dalla direzione in alcune filiali prevede un turno notturno di 10 ore contro le 8 ore inderogabili previsti dalla legge. «Si prosegue poi, nello stesso giorno del turno notturno con un ulteriore periodo di lavoro di altre 3 ore», ha rincarato il sindacato, «dopo una pausa di 1 ora, verosimilmente svolta in azienda e quindi restando a disposizione dell’Ente per 12 ore consecutive di servizio».
Tutto questo sottopone, secondo Cisl, ad uno estenuante stress psico-fisico lavoratori che alla lunga saranno inevitabilmente costretti a periodi di malattia da stress portando nocumento alle attività dell’azienda ed alle casse previdenziali..