IL CASO

Processo Grandi rischi: la faglia di Paganica nota in Francia, «sconosciuta in casa»

L’ingegner Panone ha riesumato vecchi studi

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Processo Grandi rischi: la faglia di Paganica nota in Francia, «sconosciuta in casa»
L’AQUILA. La faglia di Paganica "responsabile" del sisma del 6 aprile 2009, era nota sin dagli anni '50.

A segnalarlo è stato l’ingegnere Claudio Panone di Paganica che da tempo ha denunciato la costruzione di interi quartieri sopra una faglia sismica attiva e conosciuta. Della faglia ci sono tracce nelle cartine geologiche degli anni novanta e negli studi negli anni cinquanta-sessanta condotti dal geografo francese Jean Demangeot (Parigi 1916-2009), in Abruzzo. Persino tre geologi italiani nel 1988 hanno pubblicato studi attestanti la pericolosità dell’area ma non sono stati presi sul serio dalla comunità scientifica.
I dati sostenuti da Panone farebbero vacillare le dichiarazioni di Gianluca Valensise, geologo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma ascoltato nel corso dell'ultima udienza al processo sulla Commissione grandi rischi durante il quale ha dichiarato che «non si sapeva la faglia sarebbe stata nel punto esatto dove si è manifestata, si era solo a conoscenza che nel corridoio tra L'Aquila e Sulmona si sarebbero avuto terremoti come sempre in passato».

NON FURONO ASCOLTATI
I primi veri studi sono stati condotti nel 1988, quando gli esperti Andrea D'Epifanio, Roberto Bagnaia e Stefano Sylos Labini, hanno iniziato ad interessarsi alla storia geologica della piana de L’Aquila.
Dopo verifiche e sopralluoghi che hanno portato alla scoperta di tracce di antichi movimenti tellurici, i tre hanno pubblicato sulla rivista «Quaternaria Nova» uno studio dedicato alla formazione dei fenomeni nella provincia de L’Aquila.
Secondo i tre la morfologia della terra in questo lembo dell'Abruzzo è stata plasmata dai movimenti tellurici prodotti nei secoli da un complesso sistema di faglie (quella della Valle dell’Aterno , la faglia di Monte Stabiata, di Colle Praticciolo, del Macchione, del Pettino, faglia di Monte Marine, Faglia Rojo) del quale farebbe parte una spaccatura di circa 15 chilometri che corre tra Paganica e San Demetrio. La faglia è stata ribattezzata proprio «faglia di Paganica-San Demetrio». I tre si sono convinti che fosse attiva da almeno 200.000 anni e provocato i terremoti in Abruzzo nel 1461 e nel 1703.
Ma lo studio dei giovani geologi è stato accolto con freddezza e scetticismo e bocciato dagli scienziati. L’evoluzione geologica e tettonica quaternaria dell’area colpita dal terremoto è stata successivamente approfondita da Bertini e Bosi. Anche in un lavoro del 2006 Laura Peruzza dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica di Trieste e un gruppo di ricercatori dell’Università di Chieti hanno segnalato la pericolosità della faglia di Paganica.

GRAVI TERREMOTI OGNI 600 ANNI?
Solo dopo il sisma del 6 aprile 2009, ha dichiarato Panone, la faglia è oggetto di studi approfonditi da parte di istituti di ricerca italiani e stranieri da cui si sono potuti riconoscere ben 5 eventi sismici passati: quello del 2009 è il più recente, il 1461 è molto probabilmente l’evento precedente, e poi altri 3 eventi più antichi.
Ricostruire la storia è stato possibile grazie alla datazione con radiocarbonio e con dei frammenti di ceramica che hanno permesso di calcolare anche la periodicità dei terremoti.
Dai risultati emersi la faglia sarebbe responsabile di terremoti di magnitudo intorno a 6.3 ogni circa 500 anni (1461, 2009) mentre ogni circa 800 - 900 anni darebbe luogo a terremoti più forti quando si attiverebbe in contemporanea con le faglie adiacenti del Pettino e di M. Marine.
m.b.