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Non passa accordo con Edmondo: si dimette il sindaco di Francavilla

Contro la proposta edilizia hanno votato tre consiglieri di maggioranza

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La riunione ieri sera dopo le dimissioni

La riunione ieri sera dopo le dimissioni

FRANCAVILLA. Il sindaco di Francavilla al mare si è dimesso nella notte. L’avvocato Antonio Luciani, che guidava un’amministrazione di centrosinistra, ha deciso di lasciare l’incarico al termine di un infuocato consiglio comunale dove è stata bocciata una delibera di contenuto edilizio. Non è passata infatti la proposta per un accordo con il costruttore Edmondo sull’area ex Mencarelli.

 Contro questa delibera hanno votato tre eletti della maggioranza, il capogruppo Pd Stefano Di Renzo ed i consiglieri Alfonso Pirozzi e Donato Domenico La Barba.
Di qui la decisione di Luciani di dimettersi da sindaco, non esistendo più la maggioranza che lo ha portato sulla poltrona di primo cittadino. In realtà il voto contrario di questi tre consiglieri di maggioranza e del capogruppo non è stato un fulmine a ciel sereno, ma è stato preceduto da polemiche interne molto roventi, con scambio di accuse e addirittura di diffide formali tra lo stesso Di Renzo ed il sindaco. Il capogruppo Pd aveva sollevato molte perplessità sulla delibera che consentiva al costruttore di edificare tre palazzine in quell’area e di realizzare alcuni parcheggi a servizio della scuola lì esistente e a ridosso della strada. In realtà, nelle riunioni preparatorie della maggioranza, il capogruppo Pd Di Renzo era sembrato d’accordo, salvo poi contestare duramente questa scelta che il suo partito aveva appoggiato visto che la normativa regionale consente al costruttore di realizzare anche una cubatura maggiore. Dopo questo scambio di accuse, si è arrivati al Consiglio comunale, al voto contrario, peraltro preannunciato e forse sottovalutato, e alle dimissioni.
Nulla di nuovo a Francavilla al mare. Non è il primo sindaco che cade “dall’interno” e su questioni edilizie e forse non sarà l’ultimo.
Il predecessore di Luciani, Di Quinzio, anche lui sfiduciato dalla sua stessa maggioranza ebbe contrasti con l’allora assessore Di Renzo e lo aveva “dimissionato” per indisciplina.
Lo stesso sindaco Di Quinzio, confortato dall’ufficio tecnico comunale, non aveva accettato questo accordo con il costruttore Edmondo. E’ presto per valutare il peso e le conseguenze di queste dimissioni, se cioè potranno essere ritirate o se il Pd espellerà i tre ribelli. Certo è che il ruolo di sindaco di Francavilla è sempre più difficile da interpretare.

DIMISSIONI IN DIRETTA FACEBOOK
«Se gli interessi personali prevalgono sugli interessi della collettività non ci sono le condizioni per andare avanti», ha scritto poco prima dell’1 di notte Luciani sulla propria bacheca di Facebook. «Io sono sereno perchè ho sempre fatto il massimo e ho veramente dato tutto per questa città che amo profondamente. Enorme spirito di servizio e di sacrificio come avevo promesso in campagna elettorale. Spero che i cittadini lo abbiano capito. Ringrazio gli assessori tutti, persone oneste e fantastiche, nonchè i Consiglieri che mi sono rimasti vicini ed hanno persino pianto per me. Non meritavo tanto».
Se Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd, mette un ‘mi piace’ alla notizia (insieme ad altre 61 persone) il consigliere regionale Camillo D’Alessandro (sempre Pd) gli chiede di andare avanti: «Caro Antonio , hai 20 giorni, non puoi mollare, solleveremo le coscienze e le indignazioni della brava gente. Saremo in tanti a dirti di non fermare il cambiamento».
Ma Luciani rincara la dose: «mi sono dimesso in diretta web dopo che tre soggetti che facevano parte della maggioranza e che nulla hanno a che vedere con il partito del quale fanno parte hanno votato contro e senza motivo». E pochi minuti dopo aggiunge: «i consiglieri che hanno votato contro sono Di Renzo, La Barba, Pirozzi». Crocifissi su piazza virtuale. I cittadini lo invitano a restare con frasi del tipo: «non mollare», «Francavilla negli ultimi mesi è rigenerata», «cosa contano sti tre moschettieri, mandali a zappare», «Antò vai avanti tranquillo, non ti hanno votato i consiglieri», «Adesso che Francavilla sta cambiando non ci puoi lasciare», «è la solita parte schifosa della politica locale che riemerge.....qualcuno aveva fatto benissimo a rimandarlo a casa..... Non Mollare Antonio siamo TUTTI con Te», «altro che perla dell’Adriatico, cozza spagnola!»
Ma anche il consigliere D’Alessandro non molla: «caro Antonio, come vedi dai primi commenti siamo solo all'inizio, l'onda del consenso e della stima nei tuoi confronti travolgerà definitivamente le comparse della politica. Ps. Un sassolino me lo voglio levare: pensa e ripensa a chi ha lavorato per far eleggere alcuni di loro in consiglio, dopo che ci hai pensato chiediti come mai costoro avessero puntato proprio su di loro, ti renderai conto che forse la battaglia vale la pena di essere combattuta».
Sebastiano Calella