LA TRAGEDIA

Anziano fa fuoco sulla badante e poi si suicida

La tragedia è avvenuta poche ore fa a Pescara nella zona dell'ospedale

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Foto: Valerio Simeone

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PESCARA. Una scena raccapricciante un dramma consumatosi in pochi secondi ma forse maturato per mesi.

Pochi colpi di fucile ed è tutto finito. Antonio Di Martile, 72 anni, avrebbe sparato due colpi di fucile alla badante e poi avrebbe raggiunto uno scantinato e si sarebbe sparato al volto morendo sul colpo. Il fucile usato era detenuto regolarmente. Alla base del fatto di sangue, secondo le prime ricostruzioni, ci sarebbe una lite con la badante, una delle tante tra la coppia di anziani e la straniera.
La moglie di Di Martile, 76 anni, non e' stata colpita dal marito ed e' sotto shock anche se inun primo momento si pensava potesse essere ferita.
La badante straniera, C. D., 36 anni, romena, sarebbe stata raggiunta da due colpi, tra il collo e la spalla. L'episodio e' avvenuto in via Punta Penna, in in alloggio popolare. Alla base del gesto sembrerebbe esserci questioni legati alla convivenza che si trascinavano da tempo. Secondo alcune testimonianze ancora al vaglio degli inquirenti le liti erano frequenti.
Sul posto si trova il sostituto procuratore della repubblica di Pescara, Silvia Santoro. Da quanto si è appreso, l'uomo era conosciuto nel palazzo per le numerose liti in casa - l'ultima, secondo le testimonianze dei condomini, era avvenuta nel pomeriggio di ieri - e con gli altri inquilini. In nessun caso, però era stato necessario l'intervento della polizia. Nell'abitazione vivevano anche i due figli, minorenni, della bandante, non presenti al momento della lite. Sul posto è giunto ora uno dei due figli della coppia; l'altro è atteso a momenti.

ALLE 19.45 SCOPPIA LA LITE FURIOSA
Secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine alle 19.45 di martedì è scoppiata l'ennesima lite in casa tra l'uomo e la moglie, costretta su una sedia a rotelle e quindi assistita da una bandante.
La moglie dell'uomo, probabilmente intervenuta per difendere la badante, sarebbe stata colpita alla testa ma solo con un pugno, tanto che per medicarla non è stato necessario condurla in ospedale.
Nella serata di ieri due i fucili da caccia e la canna di un terzo fucile sono stati portati via dall'abitazione di viale Punta.
Antonio Di Martile era un netturbino in pensione ma era stato anche guardiacaccia. Tre i colpi esplosi, con un fucile a pallini, ma solo due andati a segno. Uno di questi ha raggiunto la badante della moglie al gomito ed è uscito dal collo. Proprio su questa ferita i medici dell'ospedale di Pescara sono intervenuti con un'operazione. Secondo un primo esame dell'anatomopatologo, Di Martile, con lo stesso fucile da caccia, si è sparato un colpo al mento, morendo sul colpo. Dal vicinato, chiacchiere di un'infatuazione dell'uomo per la badante ma gli investigatori sembrerebbero non essere propensi per questa ipotesi. Più probabile, dicono, l'esasperazione dell'uomo per le condizioni della moglie, colta da un ictus che l'aveva costretta su una sedia a rotelle cinque anni fa.
Oggi dovrebbero essere ascoltati i due figli della badante romena ferita che, come si è appreso successivamente, non vivevano nell'abitazione se non momentaneamente: avevano raggiunto la madre dalla Romania per le festività pasquali.