I LAVORI

La fontana centrale esclusa dalla sistemazione della Villa comunale di Chieti

Secondo l’assessore Colantonio i lavori costerebbero 200 mila euro

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La fontana centrale esclusa dalla sistemazione della Villa comunale di Chieti
CHIETI. Errore. Sarà deluso chi pensa che alla fine dei lavori troverà più bella la Villa comunale di Chieti.

Infatti la troverà migliorata, risistemata con le nuove panchine, ma non completamente riportata ad un decoro estetico complessivo. La grande fontana che è il cuore vivo di tutto l’ambiente, resterà così com’è ora nella piazza centrale della Villa. Cioè con una vasca di un’ampiezza sproporzionata che la rende più adatta per i pesci rossi che per un’armonica struttura architettonica. Nello stato in cui si trova, manca infatti ogni rapporto con il pinnacolo centrale, un manufatto di pregio acquistato a fine 800 all’Esposizione universale di Parigi.
A sorpresa infatti, nel progetto approvato e finanziato non c’è traccia della sistemazione della fontana, come pure era stato indicato nella relazione complessiva sui lavori previsti. E non c’è per l’opposizione – così sembra – proprio dell’amministrazione comunale che eccepisce l’eccessiva spesa di questo lavoro di sostituzione della vasca. L’assessore ai Lavori pubblici Mario Colantonio, interpellato, ha ipotizzato una spesa di circa 200 mila euro (la competenza però è del settore Verde e Giardini) e soprattutto si è detto contrario perché l’attuale vasca è di recente costruzione (10-15 anni) e sostituirla in questi tempi di difficoltà economiche sarebbe uno spreco incomprensibile. I progettisti (l’ingegner Angelo Di Monte e l’architetto Dario Di Luzio) invece parlano di un intervento di appena 20 mila euro (che si possono recuperare dal ribasso d’asta) e di assoluta necessità di far ritornare la fontana al suo antico splendore attraverso una rivisitazione estetica. Le fontane dell’800 hanno infatti misure obbligate e la base deve essere in relazione con l’altezza dell’elemento centrale per formare una specie di triangolo equilatero. Così com’è - e come rischia di rimanere - la fontana non obbedisce ad alcun criterio, se non a quello – come si dice in dialetto – che “cchiù gross è, cchiù belle è.” Purtroppo non è così, anzi è proprio il contrario e stupisce che gli eredi del picconatore Cucullo abbiano esitazioni di questo tipo di fronte alla possibilità di abbattere un manufatto non bello, disarmonico e del tutto staccato dall’eleganza dell’elemento centrale. Eppure già nel maggio 2010, in un odg, il consigliere comunale Enrico Bucci chiedeva interventi al sindaco, criticando le opere pubbliche ereditate dal centrosinistra: «gli interventi finora realizzati mostrano una visione angusta e riduttiva che mal si concilia con le caratteristiche storico-architettoniche e la memoria della città». Invece oggi si rischia una ristrutturazione incompleta che costringerà le amministrazioni successive a intervenire di nuovo e con spese maggiori. Più economico sarebbe intervenire oggi, mentre l’impresa De Leonibus di Città Sant’Angelo sta completando i lavori di pavimentazione del viale centrale e la sistemazione dell’area. D’altra parte la documentazione storica dimostra che in origine la fontana era proprio più piccola e che gli interventi successivi – da correggere – l’hanno solo snaturata.
Sebastiano Calella