AMBIENTE

Centrale biomasse Vasto, ennesimo appello alla Regione

Il Consiglio comunale ha già detto no ma la questione resta aperta

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Centrale biomasse Vasto, ennesimo appello alla Regione
VASTO. La giornata di sabato scorso per Vasto sarà ricordata come quella in cui per la prima volta una serie ampia e articolata di comitati ha detto un chiaro e forte “no alle centrali a biomasse a Punta Aderci”.

L’area è ad alto pregio naturalistico ed ambientale, con grandi potenzialità turistiche e di altre attività.
La partecipazione non è stata limitata solo a comitati di anima ambientalista e che risiedono nel Vastese, bensì a comitati provenienti da tutta la regione e anche oltre; da quelli che protestano contro lo smantellamento del trasporto pubblico (comitato pendolari 5.30 di Avezzano), a quelli contro la privatizzazione dell’acqua (Abruzzo Social Forum e Comitato per l’acqua pubblica), dal comitato
No Biomasse al Comitato no alla centrale termoelettrica a Picciano dalle associazioni ambientaliste storiche, ai lavoratori Cobas delle fabbriche, trasporti e della scuola: da Torino è arrivato a Vasto un gruppo di operai Cobas di Mirafiori a portare la voce anche della resistenza in Val di Susa; così come da Brindisi, Taranto, Roma e dal territorio abruzzese.
Una popolazione determinata a difendere l’ambiente, l’occupazione, il reddito, la salute come risorsa umana per uno sviluppo ecocompatibile. La manifestazione ha avuto un prologo con l’assemblea dei movimenti al mattino, svoltosi presso il cinema Politeama Ruzzi di Vasto. «E’ stata l’occasione», commenta la Confederazione Cobas Abruzzo, «per conoscere e farsi conoscere di tanti comitati sparsi nei vari territori che sono entrati in contatto e si sono ripromessi di sviluppare ed arricchire la già consistente presenza di una rete di collegamento. La discussione al mattino ha avuto un seguito concreto al pomeriggio, con la partecipazione dei comitati alla manifestazione».
Già all’orizzonte ci sono idee per intensificare la lotta contro la petrolizzazione, contro la privatizzazione dei trasporti, contro la biomassificazione dell’Abruzzo.
Ci si è lasciati con la promessa di rivedersi a breve per lanciare iniziative di «lotta concrete».
«L’assenza di volontà di esercitare qualsiasi egemonia da parte degli organizzatori e il rimanere lontano da faide partitiche ha permesso che la giornata di lotta si svolgesse in un clima di festa e di comprensione reciproca», dicono ancora i Cobas.