SANITA'

Villa Pini & C.: adesso tutti si muovono per difendere i posti di lavoro

Mascia vuole aprire un’interlocuzione con Chiodi e Baraldi

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2387

Villa Pini & C.: adesso tutti si muovono per difendere i posti di lavoro
PESCARA. Tutto fa brodo, quando si tratta di difendere i posti di lavoro.

Quindi fa bene quindi il comitato spontaneo di Villa Pini e SanStefar che si è mosso per sensibilizzare politici ed amministratori locali sulla sentenza del Consiglio di Stato che il 13 aprile dovrà decidere il loro futuro. Sindaci, senatori, il Vescovo di Chieti, la stampa locale: tutti finalmente al capezzale di Villa Pini dopo mesi di amnesie o addirittura di ostacoli sulla strada dell’esercizio provvisorio deciso dal giudice del fallimento. Che è stato finora l’unico provvedimento che ha assicurato il lavoro a tutti i dipendenti dell’ex Gruppo Angelini - e non solo di Villa Pini – insieme all’intervento concreto di Nicola Petruzzi e del Policlinico Abano Terme. Ieri, dopo gli incontri con Mascitelli, Idv, con il sindaco Mascia (Pescara) e con Legnini e D’Alessandro, Pd, l’ultima riunione con alcuni sindaci del comprensorio (Chieti, Miglianico, Ripa Teatina, San Giovanni Teatino, Francavilla al mare) ospitata a Torrevecchia Teatina dal primo cittadino Katia Baboro, presenti anche il senatore Fabrizio Di Stefano ed Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti. Massima solidarietà, qualche silenzio imbarazzato di sindaci che in passato hanno remato contro e tutti a casa. In realtà questi incontri hanno valore zero rispetto al Consiglio di Stato, che non è il Tar forse più sensibile ai problemi del territorio. La sentenza attesa farà giurisprudenza e quindi le pressioni dal basso non hanno alcuna speranza di avere un peso. Al massimo, come fanno Legnini e D’Alessandro, servono a dar forza alla speranza che venga interpretata bene la legge fallimentare che prevede il principio della par condicio creditorum (cioè tutti i creditori sono uguali di fronte alla possibilità di esser pagati dal curatore fallimentare).   Questo infatti assolverebbe la Regione che ha ripristinato gli accreditamenti per Villa Pini & C. non ritenendo inadempiente la curatela fallimentare (come invece ha ritenuto il Tar L’Aquila). I sindacati fanno buon viso a cattivo gioco e con un comunicato hanno ribadito il loro ruolo e rivendicato la primogenitura della battaglia a favore dei posti di lavoro. Ma non sembrano aver digerito molto bene l’iniziativa. Che invece va salutata positivamente: meglio tardi che mai e meglio più alleati che nemici in questa guerra a favore dei posti di lavoro. Bastava partire prima – subito dopo la sentenza del Tar che bocciava l’accreditamento - e costringere la Regione a legiferare una modifica della legge sugli accreditamenti invece di aspettare la roulette russa del Consiglio di Stato.

Sebastiano Calella