RIFIUTI

Contro la discarica Grasciano 2: «ecco il sito alternativo già pronto»

Anche il Cirsu era d’accordo e c’era un progetto preliminare pronto poi accantonato

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Contro la discarica Grasciano 2: «ecco il sito alternativo già pronto»
GIULIANOVA. La discarica Grasciano 2 (vista come la soluzione definitiva per le emergenze rifiuti) non si deve realizzare almeno non dove è stato stabilito. Il posto più indicato è una cava dismessa in località Montarone di Notaresco, oggetto di studio del consorzio Cirsu e considerata da tecnici esperti sito pronto per la realizzazione di una nuova discarica provinciale.

I consiglieri di opposizione di Mosciano Sant’Angelo Emilia Di Matteo (Alternativa) e Maria Cristina Cianella e Martini Massimo (Nuovi Orizzonti) e di Bellante Flaviana Pavan, Claudio Di Matteo, Giovanni Pompizii e Sabatino Di Emidio (Uniti si può) hanno le idee chiare.
Oggi i cittadini e gli organi di stampa sono invitati (l’appuntamento è a Selva Piana – di fronte alla Chiesa) per un sopralluogo sul posto. Sarebbero numerosi i vantaggi offerti dalla nuova area (dimensioni, costi, tempi più celeri) rispetto alla sede di Grasciano 2 per la quale, secondo i consiglieri, «bisogna sbancare una collina, sita a monte di terreni agricoli di pregio, e costruire enormi barriere di contenimento per scongiurare uno scivolamento della discarica sul bacino idrografico del fiume Tordino».
Il posto in questione è una cava d’inerti dismessa da cui affiora terreno argilloso. Il sito è sostanzialmente pronto, hanno precisato, «il volume potenziale è di circa 1.200.000 metri cubi, mentre Grasciano 2 ha un potenziale massimo di 450.000 metri cubi; inoltre non è visibile dalle abitazioni né dalla viabilità pubblica, mentre il sito di Grasciano mostra bella vista di sé a tutti gli insediamenti urbani circostanti e a chi percorre le numerose vie di collegamento stradale».
Anche sul capitolo costi ci sono vantaggi. Si parlerebbe secondo i consiglieri di un milione di euro, mentre per “Grasciano 2” la cifra ammonterebbe a 10 milioni di euro; infine basterebbero 6 mesi di tempo per l’avvio del conferimento in discarica, mentre per Grasciano sarebbero necessari anni (visto che ancora non viene redatto il progetto esecutivo cantierabile e dovrà essere espletata una gara europea per la realizzazione e la relativa gestione).
Eppure l’area è stata snobbata anche se il Cirsu aveva già progettato in via preliminare  la costruzione di una discarica proprio lì. Ilprogetto è stato poi accantonato in favore della discarica da costruire a Grasciano.
Un aspetto poco chiaro che si somma ad altri per i quali i consiglieri hanno interpellato l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e al Difensore Civico della Regione Abruzzo.
I punti su cui le autorità dovranno fare chiarezza riguardano l’incarico ad un ingegnere per la redazione del progetto esecutivo della discarica “Grasciano 2”, l’incarico delle funzioni di Responsabile unico procedimento a due dipendenti comunali, affidati dal Cda di Cirsu Spa senza alcuna procedura ad evidenza pubblica e la mancata attivazione da parte dei sindaci di un ufficio che si occupasse del controllo analogo della Cirsu Spa, il cui schema di convenzione tra i sei Comuni soci è stato approvato dai competenti Consigli Comunali già nel lontano dicembre 2010. «Questo», hanno consluso i consiglieri, «al fine di evitare che il Cda assuma decisioni di competenza degli organi collegiali dei sei Comuni soci», come si ipotizzava fosse già accaduto
La procedura dei lavori per la costruzione della discarica Grasciano 2 è già stata avversata per la presunta mancanza di informazioni e trasparenza (lamentata dai consiglieri comunali) sulle operazioni del Crisu attraverso la sua società e braccio operativo, Sogesa. Una delle contestazioni è stata la mancanza dei titoli di proprietà in capo alla società Sogesa che invece ha avuto da parte della Regione il via libera per i lavori.