SANITA'

Caos Cup ospedale L’Aquila. Ore lavoro dirottate ad Avezzano

Cialente: «faremo pressing istituzionale»

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Caos Cup ospedale L’Aquila. Ore lavoro dirottate ad Avezzano
L’AQUILA. Il servizio Cup dell’ospedale San Salvatore de L’Aquila è nel caos.

Alla  società Capodarco  che gestisce il call center sono state sottratte ben 3mila e 500 ore nell’ambito della convenzione con la Asl, ed il monte ore è stato dirottato ad Avezzano. Uno strappo che costerà  caro a cittadini e lavoratori.
I sindacati di categoria sono sul piè di guerra. Dopo lo stato di agitazione proclamato dai lavoratori aquilani della cooperativa Capodarco anche Cialente ha annuncia un pressing istituzionale.
I disservizi legati al funzionamento del Cup sarebbero da attribuire, secondo i sindacati,  alla penuria di lavoratori e di conseguenza all’insufficiente numero di postazioni messe a disposizione dell’utenza. Le  cifre sono calate dopo il terremoto quando c’era  bisogno di meno ore, visto che gli aquilani erano sfollati in altre città.
Secondo  il segretario provinciale aquilano della Uil-Fpl, Simone Tempesta, «prima del terremoto gli sportelli aperti del Cup erano 15 la mattina e 7 nel pomeriggio, invece dopo il terremoto sono diventati 8 e 4 così come prima funzionavano 10 o 11 casse al San Salvatore e tre casse a Collemaggio di mattina e rispettivamente quattro o cinque casse e due casse di pomeriggio. Attualmente invece funzionano sette o otto casse al San Salvatore e due a Paganica di mattina e il pomeriggio solo quattro casse al San Salvatore nel pomeriggio».
Sarebbe facile ripristinare la piena funzionalità, ha dichiarato Tempesta, «facendo lavorare a tempo pieno gli operatori che, per alcune ore al giorno, sono in cassa integrazione».
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Massimo Cialente. «Sono già intervenuto presso il Direttore generale Giancarlo Silveri», ha dichiarato il primo cittadino, «e ricordo, inoltre, che il Consiglio comunale dell’Aquila, su proposta dell’assessore alla sanità Roberto Riga, ha unanimemente votato un ordine del giorno a sostegno della vicenda. Nella settimana entrante, in ogni caso, mi recherò personalmente negli sportelli e negli uffici gestiti dalla società per verificare la situazione e ascoltare sia i dipendenti che i cittadini. Peraltro so per certo che, quando la Commissione del senato ha effettuato un’ispezione nei locali dell’ospedale, ha trovato una situazione di normalità e di piena funzionalità, con tutti gli sportelli attivi. Mi chiedo perché quando la Commissione è andata via sono ricominciati i disagi».
Dello stesso avviso l’assessore comunale alla Sanità Roberto Riga mentre  l’assessore Stefania Pezzopane  ha definito la vicenda «un vergognoso scippo ai danni della città de L’Aquila, che paga in termini di disservizi anche nel campo sanitario le penalizzanti scelte politiche del Commissario Chiodi».
«Nonostante, dunque, le rassicurazione di Chiodi e del suo assessore al ramo sul riequilibrio», ha dichiarato la Pezzopane, «dei conti della sanità, il settore continua a vivere una situazione di colpevole difficoltà e di intollerabile carenza in termini assistenziali.  I 47 milioni di euro pagati dall’assicurazione per il crollo del nosocomio aquilano sono stati dirottati per coprire il buco della sanità a livello regionale. Anche in questo caso Chiodi aveva ampiamente rassicurato l’opinione pubblica e i cittadini aquilani sul fatto che nulla sarebbe stato tolto all’ospedale e alla Asl aquilani».