VILLA PINI

Il Vescovo di Chieti a Villa Pini: «solidarietà ai dipendenti»

Anche Cgil, Cisl e Uil si muovono in difesa dei livelli occupazionali

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Il Vescovo di Chieti a Villa Pini: «solidarietà ai dipendenti»
CHIETI. Dopo il sindaco di Chieti, a Villa Pini arriva anche il vescovo Bruno Forte ad esprimere solidarietà ai dipendenti in ansia per le decisioni del Consiglio di Stato che potrebbe annullare l’accreditamento concesso dalla Regione e di conseguenza far scomparire 1.400 posti di lavoro totali.

Anche al vescovo è stata consegnata la lettera scritta dai circa 1000 lavoratori Villa Pini e SanStefar che in sostanza chiedono alla Regione di blindare il loro posto di lavoro altrimenti a rischio in caso di sentenza negativa. In realtà il problema riguarda tutte le società dell’ex Gruppo Angelini per le quali la curatela ha chiesto ed ottenuto a suo tempo la possibilità di lavorare in regime di accreditamento sanitario. Contro questa decisione c’è poi stato il ricorso dell’Aiop, accolto dal Tar L’Aquila che ha condiviso la tesi proposta dai ricorrenti, secondo i quali l’accreditamento concesso era irregolare e quindi andrebbe cancellato perché la curatela era ancora inadempiente come Angelini sui requisiti previdenziali e sugli stipendi. Controricorso del curatore che ha sostenuto la perfetta aderenza alla legge per l’accreditamento, sospensiva accolta per la decisione del Tar e decisione di merito prevista per il 13 aprile prossimo, come udienza, ma non come sentenza che sarà successiva e che comunque pur interessando Villa Pini, ricadrà anche sulle altre società come SanStefar, Maristella, Santa Maria di Avezzano, Sanatrix dell’Aquila e La Cicala di Atessa.
Di qui la tensione per l’attesa ed il panico che si è diffuso per un possibile esito negativo per le attività sanitarie ed assistenziali che sono riprese a pieno ritmo. Di qui anche il tentativo di coinvolgere le istituzioni (ieri c’erano anche, i sindaci di Torrevecchia Teatina, Katia Baboro e di Miglianico Dino De Marco, Giorgio Di Clemente, vice sindaco di San Giovanni Teatino, e l’assessore Luciano Di Sipio per Ripa Teatina) e la Chiesa per sollecitare la Regione ad elaborare un piano B in caso di pronuncia negativa del Consiglio di Stato.
Sull’argomento intervengono anche le segreterie regionali Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica, in difesa del Tribunale di Chieti, che aveva concesso l’esercizio provvisorio delle attività proprio in virtù della salvaguardia dei posti di lavoro. La sentenza, dicono i sindacati, è stata “inaspettata” ed ha provocato molta tensione tra i dipendenti, come dimostra «la costituzione spontanea di comitati di lavoratori del cui disagio tale atto rappresenta un chiaro esempio».
«E’ incomprensibile», dicono, «cancellare posti di lavoro e migliaia di prestazioni sanitarie rese nella più rigorosa appropriatezza certificata, proprio in questi giorni, dalle visite ispettive dei nuclei di controllo delle Asl che ne hanno sancito la loro appropriatezza in percentuale vicina al 100%. I sindacati, con grande senso di responsabilità, sentono forte il peso di questa giustificata tensione da parte dei lavoratori. La sentenza del Consiglio di Stato non è influenzabile, ma comunque i sindacati stanno sollecitando con forza le Istituzioni perché ci sia in tutti i casi garanzia sulla continuità delle attività sanitarie di tutte le aziende interessate e sugli attuali livelli occupazionali, faticosamente raggiunti proprio con gli accordi sindacali di cui Cgil, Cisl e Uil rivendicano titolarità e merito».
Sebastiano Calella