IL CASO

Francavilla, il porto (in)sicuro e l’ordinanza del sindaco “insabbiata”

Pericolo incolumità ma l’accesso è libero

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 Francavilla, il porto (in)sicuro e l’ordinanza del sindaco “insabbiata”
FRANCAVILLA AL MARE. Un’ordinanza dell’ex sindaco di Francavilla, Nicolino Di Quinzio. E’ il documento che spunta fuori tra rifiuti, sabbia e sterpaglie nel porticciolo di Francavilla al Mare, una delle peggiori incompiute che le amministrazioni locali ci abbiano regalato.

Il tono dell’ordinanza ripescata da PrimaDaNoi.it non lascia dubbi: «l’area non è sicura, ci sono rischi per l’incolumità e nessuno può entrarvi». Un alt senza mezzi termini, insomma. Ma oggi il porticciolo tutto sembra fuorchè una zona off limits: curiosi e visitatori si affacciano per passeggiare o semplicemente per stupirsi di cotanto scempio.
Una struttura inavvicinabile è quella descritta dal  documento datato al 15 dicembre 2010  con oggetto “interdizione accesso da terra nell’area interessante il cantiere per la realizzazione approdo piccola pesca e porto turistico”.
I toni sono allarmanti, si parla di anomalie nella realizzazione del primo lotto funzionale dell’ opera tali da non assicurare la stabilità della struttura realizzata ma non ultimata. E ancora si leggono espressioni come «la situazione evidenziata potrebbe comportare un pericolo e per questo si impegna a ripristinare l’attuale recinzione di chiusura nelle parti deteriorate».  Si evidenzia, infine, la pericolosità dei pilastri ritenuti  instabili proprio dalla Procura nel 2010. Il testo chiarisce infine a chi spettano  i compiti di vigilanza. «Il sindaco deve  essere il custode giudiziario», si legge, «ed impedire l’accesso mentre l’ interdizione via mare è di competenza dell’autorità marittime e della capitaneria di porto di Ortona». E’ prevista persino una sanzione pecuniaria (una multa dai 25 euro a 500 euro) per chiunque violi l’ordinanza.

I DUE ACCESSI
Oggi visitatori, curiosi, passanti con i cani e persino bambini in presenza di genitori entrano ed escono dal porto, cioè da quell’area descritta dal documento “insabbiato”. Un’area aperta al pubblico 24h/24 e ritrovo per vandali di notte. Ma è pericolosa o no?
Ci sono in realtà due tipi di accessi. Quello “principale” che costeggia il lato lungo mare passando davanti ai bagni sventrati e sporchi di uno stabilimento balneare. L’altro ingresso, in verità più scomodo, è quello via spiaggia. All’imbocco del porticciolo si può scavalcare le recinzioni arrugginite e divelte ed addentrarsi nel cantiere abbandonato.
Il pericolo sul posto è palpabile: la mancanza di recinzioni e transenne permette a chiunque di sporgersi e scivolare. C’è persino una passerella che parte dalla terraferma e si inclina fino ad inabissarsi nel mare. Rottami arrugginiti regnano sovrani e tutt’attorno ci sono gabbiotti in bilico e sospesi, pile di rifiuti accatastati  ferro, vetro ed ogni genere di pattume.

LE AMMINISTRAZIONI CAMBIANO L’INCOMPIUTA RESTA
L’opera realizzata sotto l’ amministrazione Angelucci ha ricevuto lo stop della Procura della repubblica. Il 22.10. 2009 l’autorità giudiziaria ha sottoposto a sequestro preventivo l’area di cantiere. Nell’acqua su cui oggi insiste la struttura erano stati evidenziati  valori di alcuni inquinanti oltre la soglia consentita. Si tratta di idrocarburi pesanti, ddt e arsenico, dovuti alla presenza di rifiuti interrati.
Il completamento del porto è tra gli obiettivi della Giunta Luciani ma la strada sembra tutta in salita. Antonio De Marco vicesindaco ed assessore all’Edilizia, Verde Pubblico e Pianificazione del territorio ha parlato, non appena insediatosi, di 500.000 euro necessari per ultimare l’opera.
Oggi si pensa di bonificare la zona dei rifiuti interrati, (la strada sterrata che collega viale Alcione all’approdo) e di altre misure ma  nel frattempo,  nessuno si prende  la briga di  transennare l’area.
Marirosa Barbieri