TERAMO

Omicidio Melania, disposto esame del dna su due operai macedoni

Stamattina udienza davanti al gup Tommolini

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Roberta Bruzzone oggi fuori il tribunale

Roberta Bruzzone (Foto:Adamo Di Loreto)

TERAMO. Ancora un sopralluogo a Ripe di Civitella dove venne trovato il cadavere della povera Melania Rea.

Sarà la criminologa Roberta Bruzzone, consulente della famiglia Rea, tra oggi pomeriggio e domani mattina ad effettuare una nuova ispezione ritenuta necessaria per «consolidare elementi utili circa la dinamica dell'omicidio e di trovare ulteriori riscontri sul luogo del delitto».
Intanto questa mattina alle 10 è cominciata l’udienza davanti al gup Tommolini alla quale hanno partecipato l’imputato Salvatore Parolisi ma anche tutta la famiglia Rea.
Il giudice ha affidato la superperizia chiesta dalla difesa al medico legale Gianluca Bruno e alla genetista Sara Gino. Ma è prevista la presenza di altri cinque periti: Adriano Tagliabracci, per la Procura; Lorenzo Varetto ed Emiliano Giardina, per la difesa di Parolisi; Francesco Introna e Marina Baldi, per la famiglia di Melania. Saranno loro, quindi, a dover stabilire l'ora della morte e la dinamica del delitto, come chiesto dai difensori di Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile.

NUOVI TESTIMONI

La difesa ha inoltre chiesto, ed ottenuto, l’ascolto di tre testimoni: il conduttore del cane molecolare usato per le ricerche (già definito "inaffidabile" dalla Procura); un ragazzo che ha dichiarato di aver visto un uomo vestito di scuro sul pianoro di Colle San Marco (Ascoli Piceno), ma che non ha saputo specificare l'ora, indicando un arco di tempo dalle 10 alle 17; una vedetta del battaglione di Chieti, in servizio vicino al poligono di Ripe il quale non avrebbe visto l'auto di Parolisi transitare nella zona dove fu poi trovato il corpo di Melania, devastato da 35 coltellate.
Infine il processo a Salvatore Parolisi é stato fissato dal Gup Tommolini per il 13 luglio. L'uomo sara' giudicato col rito abbreviato. In caso di condanna, l'imputato, in carcere dallo scorso mese di luglio, avrà uno sconto di pena di un terzo. La richiesta di rito abbreviato, alla quale si erano opposti i legali della famiglia Rea, prevede proprio la superperizia sull'ora della morte della donna

PERITI NON AMMETTE DUE CRIMINOLIGI
Il gup Marina Tommolini ha ammesso solo le perizie dei genetisti e medici legali delle parti chiamate in causa. Non sono stati, dunque, ammessi come periti i criminologi tra i quali Roberta Bruzzone indicata dalle parti civili. La decisione del giudice nasce dal fatto che lo stesso ritiene sufficientemente cristallizzata la situazione per cui le uniche perizie che possono risultare utili ai fini della prova passano attraverso esami biologici e tossicologici (tra cui il Dna e l'esame del liquido gastrico di Melania) per stabilire l'ora della morte. Intanto e' stata fissata al 13 luglio prossimo la data dell'udienza in cui saranno discusse le perizie per le quali sono stati concessi 90 giorni di tempo per il deposito. L'11 maggio prossimo, invece, inizieranno le operazioni peritali di genetisti e medici legali. Il 30 maggio, inoltre, e' stata fissata una nuova udienza in cui il giudice andra' avanti con l'istruttoria senza il contributo dei periti. Proprio in questa data, con ogni probabilita', potrebbe essere chiesto il confronto tra i due conduttori del cane molecolare impegnato nel fiutare le tracce della presenza di Melania da Colle San Marco a Ripe di Civitella. Gli avvocati di Salvatore Parolisi, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione. L'avvocato della famiglia Rea, Mauro Gionni, ha riferito di aver eccepito al gup la non opportunità che uno dei periti incaricati dal giudice collabori con lo studio di un perito della difesa, ma la Tommolini ha risposto di essere a conoscenza di questo particolare e che non vi è alcun pregiudizio. 

DISPOSTO ESAME DNA SU DUE MACEDONI
Poi sempre in mattinata è arrivato un nuovo colpo di scena: il gup ha deciso di effettuare il prelievo della saliva a due operai macedoni che si trovavano al lavoro in un cantiere nei pressi del luogo del delitto, a Ripe di Civitella. Il prelievo servira' ad individuare altro Dna, oltre quello di Salvatore Parolisi, eventualmente presente sulla bocca della donna di Somma Vesuviana. Questa pista tracciata dal giudice, della quale non si conoscono particolari anche' perche' l'udienza di stamane durata quasi sei ore era a porte chiuse, non era stata ancora espletata. Su questo aspetto il legale delle parti civili, Mauro Gionni, giudica utile «ogni elemento che possa portare all'accertamento della verità».
 La posizione dei due macedoni era già stata vagliata dalla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno e poi archiviata; in seguito, la Procura di Teramo, quando le fu affidata per competenza l'inchiesta sull'omicidio di Melania Rea, ritenne di non riaprire gli accertamenti sulla loro posizione. Il 20 aprile del 2011, nel corso delle ricerche di Melania, un cane molecolare si avvicino a una roulotte e a una "Fiat Punto", che risultarono essere di proprietà dei due macedoni, impegnati in lavori su un monumento nella zona di colle San Marco. La Procura indagò padre e figlio per compiere gli accertamenti sia sulla loro auto sia sulla roulotte e poi archiviò la loro posizione. Oggi il Gup, di propria iniziativa, ha ritenuto di doverli ascoltare e chiedere eventualmente loro, la disponibilità a sottoporsi al prelievo della saliva, al quale possono opporsi.