PESCARA

Dragaggio: Pd incalza: «con rimozione fanghi conseguenze imprevedibili»

Tutto da archiviare, tutto da ricominciare e il Pd sbotta

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Dragaggio: Pd incalza: «con rimozione fanghi conseguenze imprevedibili»
PESCARA. «Ma quale successo, il vertice romano è il più disastroso della storia del dragaggio».

Il Pd non ha preso bene le ultime novità arrivate da Roma. Al vertice con il ministero, infatti, si è arrivati alla conclusione che non è possibile stabilire quale dei due laboratori interessati – l’Arta o l’Indam di Brescia per conto della Procura de L’Aquila – abbia eseguito correttamente la procedura delle analisi dei campioni prelevati nella darsena commerciale, riguardanti l’appalto dei 73mila metri cubi di limi – appaltati alla Gregolin di Venezia.
Dunque la procedura deve ritenersi archiviata. E’ stato anche deciso di optare per il conferimento diretto di tale materiale in un sito autorizzato fuori regione.
Perciò bisognerà rimuovere centinaia di migliaia di metri cubi di materiale depositato nella darsena commerciale e nella canaletta del fiume Pescara e portarli fuori regione. Dove? Non si sa ancora. Dovrà essere la Protezione Civile ad indicare un sito. Il Partito Democratico parla di «disastrose ed imprevedibili conseguenze» che tale decisione comporterà su altri fronti. E si domanda: «che fine faranno tutte
le altre attività svolte dall’Arta Abruzzo in tema di sedimenti marini svolte per tutti gli altri porti e per le operazioni di ripascimento in corso o da attivarsi?»
La decisione maturata nel vertice romano ha sancito che, per quanto riguarda le analisi precedentemente
svolte, dall’Arta Abruzzo e dall’Indam di Brescia,  l’Ispra non è nelle condizioni di stabilire quali siano state eseguite con metodo corretto nonostante la stessa Ispra abbia espresso il proprio parere favorevole (prot. N. 28820 del 1° settembre 2011) su quelle svolte dall’Arta Abruzzo ed in parte confermate, successivamente, per l’elemento naftalene.
Ma, ancor «più angosciante», sottolineano i consiglieri Moreno Di Pietrantonio e Enzo Del Vecchio, «è l’ulteriore citazione del commissario Testa laddove afferma che: “Per quanto riguarda le future analisi andrà seguita la
procedura indicata dall’ISPRA.” Incredibile. Oggi si buttano a mare le centinaia di migliaia di euro impiegate per far fronte alle attività di analisi già svolte ed alle somme che si dovranno versare alla ditta Gregolin, che ha già attivato una procedura di risarcimento, per una decisione presa a tavolino e cioè di conferire a discarica il materiale dell’appalto posto sotto sequestro dalla magistratura salvo poi affermare che per le prossime attività una procedura di analisi l’Ispra l’ha individuata».
Ma allora, domanda il Pd, «non sarebbe più utile e chiarificatore di qualsiasi dubbio ripetere immediatamente le analisi come sembra indicare l’Ispra? Perchè rischiare, per esempio, che i dubbi sulle attuali analisi possano compromettere anche l’imminente opera di ripascimento? Chi risponderà dell’ingente danno patrimoniale che si determinerà per queste procedure e che non escludono neanche quella, solo momentaneamente sopita, riguardante il mancato ripascimento del litorale sud interrotto nel 2011?
Se tutto ciò viene considerato un successo da parte del commissario Testa e del sindaco Mascia non possiamo che attenderci un futuro ancora più fosco dell’attuale e con buona pace degli operatori commerciali e dell’immagine della nostra città».