IL SEQUESTRO

Sequestrati 36 laboratori-lager gestiti da cinesi

Sequestrati immobili per 6 mln di euro

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Sequestrati 36 laboratori-lager gestiti da cinesi
TERAMO. Vere e proprie fabbriche a ciclo continuo e tra tavoli e macchine da cucire anche giacigli per dormire e allevare i bambini.

Posti angusti, con poca luce naturale. Fabbriche come lager moderni dove lavorare per dieci, dodici ore di fila. E poi piccoli spazi ricavati per dormire, per crescere e far giocare i bambini, per trascorrere le poche ore di tempo libero a disposizione. E’ questa la realtà che si sono trovati davanti gli ispettori del lavoro della direzione territoriale diretti da Fabrizia Sgattoni e del nucleo Carabinieri di Napoli, Alba Adriatica, Giulianova e Teramo sotto la guida del tenente colonnello Gaetano Restelli .
La delicata operazione, andata avanti per tutto il mese di marzo, è stata condotta nell’ambito una pianificazione nazionale di interventi strategici del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, su proposta della Direzione Regionale del Lavoro.
L’operazione denominata “Chinajeans” ha portato al controllo di 36 laboratori tessili, tutti irregolari, di cui uno sconosciuto alla pubblica amministrazione, 271 posizioni lavorative, 83 delle quali irregolari.
Sono state deferite 32 persone ritenute responsabili di “violazioni in materia di norme sull’“igiene e la sicurezza dei luoghi di lavoro”.
Sono stati sequestrati 20 immobili adibiti a laboratori tessili per un valore complessivo di 6,3 milioni di euro. Sono stati scoperti 83 lavoratori in nero e adottati 25 provvedimenti di sospensione di attività imprenditoriali. In più sono state elevate ammende per quasi 5 milioni di euro (950 le prescrizioni emanate), contestate sanzioni amministrative per 371 mila euro e recuperati contributi previdenziali ed assistenziali omessi per un importo totale di 836.500 euro.

I LAGER
All'interno degli opifici sono state trovate postazioni di lavoro e numerosi capi di abbigliamento ancora da confezionare, ma anche marchi ed etichette di famose griffe.
Oltre alle postazioni di lavoro attrezzate con macchine per cucire, nel laboratorio erano state ricavate anche delle camere da letto, utilizzando pareti di compensato e cartongesso. Strutture fatiscenti, dove si lavorava, si dormiva, si allevavano bambini e si trascorreva il poco tempo libero.
Decine di persone vivevano a strettissimo contatto senza le minime garanzie igieniche e di sicurezza. A poca distanza, separati da pannelli in cartongesso, piccoli spazi dove i lavoratori dormivano nei turni di riposo. Un lavoro a ciclo continuo in locali, anche pericolosi dal punto di vista della sicurezza con impianti elettrici ed igienici non a norma e con coperture in eternit, pericolosissimo per la salute umana.
La campagna ispettiva, condotta sinergicamente da personale altamente specializzato ha visto impegnati congiuntamente Ispettori del lavoro in servizio presso la citata Direzione e militari dell’Arma, per un totale complessivo di 61 unità.
Sono in corso indagini tese all’accertamento sulla provenienza dei tessuti confezionati all’interno dei laboratori sottoposti a sequestro, nonché sulla legalità della completa filiera di produzione, con particolare riguardo alla contraffazione dei marchi ed alla parziale o completa alterazione dei manufatti.