OMICIDIO MELANIA REA

Salvatore Parolisi: «con questa storia ci facciamo dei bei soldini»

Il racconto degli amici a ‘Chi l’ha visto?’

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Salvatore Parolisi
TERAMO. Melania è morta da quasi due anni e nella mente dei genitori della donna riaffiorano ricordi inquietanti.

Uno di questi è stato raccontato ieri a ‘Chi l’ha visto?’ da mamma Vittoria: un ricordo che è riaffiorato in maniera violenta negli ultimi giorni e che oggi viene visto da un’angolatura diversa rispetto a quando venne raccontato per la prima volta dalla figlia alla mamma.
«Quando Melania andava dalla sorella di Parolisi la domenica era sempre un po’ amareggiata perché lì c’era un nipote, un bambino molto vivace…e a volte Salvatore lo picchiava. Melania si chiedeva sempre come mai, sebbene fosse presente la mamma, Salvatore dovesse intervenire per calmarlo. Non è giusto che intervenga lo zio». E Melania ha raccontato a mamma Vittoria che una volta Parolisi prese il bambino dai piedi e lo sporse fuori dal balcone, oltre la ringhiera, a testa in giù. «Io dissi», ha ricordato la donna, «’Melania ma è possibile?’. E lei: ‘sì mamma’. Quella domenica pomeriggio mi sembrava arrabbiata, le chiesi se fosse successo qualcosa e lì mi ha detto di quel gesto di Salvatore».
La donna ricorda anche di aver parlato con il genero e gli chiese di farsi gli affari suoi e non interferire sull’educazione del bambino. «Lui rispose: ‘il bimbo non deve far arrabbiare i nonni, deve stare a sentire’. Non so se lo aveva fatto per fargli un po’ di paura. Ma è un gesto violento. Quando si arrabbiava perdeva la testa di brutto».
Sempre nella puntata di ieri alcuni amici di Melania e Salvatore hanno ricordato di aver incontrato il caporal maggiore, oggi in carcere con l’accusa di omicidio pluriaggravato e vilipendio di cadavere con le aggravanti della crudeltà, del rapporto di parentela e della minorata difesa, due mesi dopo la morte di Melania. «Salvatore venne a casa nostra», ha raccontato Sonia. L’uomo all’epoca era già stato iscritto nel registro degli indagati e aveva assunto due difensori di fiducia. «Ci disse che lui, insieme ai suoi legali, avrebbe fatto un sacco di soldi facendo interviste in televisione e che alla fine di questa storia avrebbe offerto un viaggio a Cuba sia a Raffaele che a mio marito. Ci disse di farci intervistare dalle televisioni perché avremmo potuto guadagnare dei bei soldini. E io gli ho detto, guardandolo negli occhi, forse non mi conosci. Io i soldi sulla morte di Melania non me li faccio». Gli amici rimasero interdetti.
In quella occasione chiese anche scusa a Raffaele Paciolla per averlo tirato in mezzo e detto ai magistrati di aver riconosciuto il posto dove era stato trovato il cadavere di Melania perché visto in una foto scattata con il telefonino dall’amico. La circostanza è stata poi ampiamente smentita anche dagli inquirenti. «I magistrati mi stavano facendo pressione», raccontò l’uomo agli amici, «e io avevo detto quella cosa delle fotografie».

IL PROCESSO
Sara' scontro tra periti davanti al gup Marina Tommolini all'udienza di venerdi', alle 10, nell'aula del tribunale di Teramo al processo per il delitto di Melania Rea che vede come unico imputato il marito Salvatore Parolisi. Parte civile, difesa e procura di Teramo presenteranno, ognuno per la propria competenza, i quesiti peritali sul delitto che ruotano essenzialmente sull'accertamento dell'ora della morte di Melania (assassinata il 18 aprile scorso alle Casermette di Ripe di Civitella del Tronto nel teramano) e sulla scena del crimine.
L'avvocato di parte civile, Mauro Gionni, ha nominato tre esperti: lo staff che fa capo alla nota criminologa Roberta Bruzzone, il medico legale Francesco Introna (lo stesso del delitto di Elisa Claps) e Marina Baldi, biologa genetista. All'udienza di venerdi' ci saranno sicuramente il fratello di Melania, Michele, ed il papa' Gennaro. L'avvocato Gionni (che rappresenta le 10 parti civili) non anticipa i contenuti dei quesiti che porra'.
«Posso solo dire che daremo il nostro contributo tecnico alla costruzione degli accertamenti», si limita a dire il legale dei Rea. I temi su cui si confronteranno riguardano essenzialmente gli strumenti utilizzati per il delitto della povera donna di Somma Vesuviana (Napoli), la scena del crimine e l'ora del decesso.