TERREMOTI & INCHIESTE

Processo Grandi Rischi: «la faglia di Paganica era sconosciuta»

Diciottesima udienza del processo contro gli scienziati

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Processo Grandi Rischi: «la faglia di Paganica era sconosciuta»
L’AQUILA. Gli esperti non conoscevano la faglia di Paganica che ha originato il terremoto del 6 aprile 2009.

Lo ha detto questa mattina in tribunale il geologo dell’ dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma Gianluca Valensise, ascoltato nell'udienza del processo in corso al tribunale dell'Aquila alla commissione Grandi rischi.
Valensise poi ribadito che «nel 2009 non si sapeva la faglia sarebbe stata nel punto esatto dove si è manifestata, si era solo a conoscenza che nel corridoio tra L'Aquila e Sulmona si sarebbero avuto terremoti come sempre in passato. Poi ci siamo accorti che era leggermente più a Ovest rispetto a dove pensavamo si trovasse».
Secondo l’esperto «questa ignoranza non deve fuorviare: che questo sia un territorio soggetto alle scosse era noto e quindi andavano messe in atto tecniche diverse e piu' specifiche di conoscenza delle faglie».
Valensise ha anche raccontato che prima del sisma devastante gli studiosi pensavano che esistesse una faglia da Ocre vero l'Altopiano delle Rocche, «poi si e' scoperta quella di Paganica che passa anche per Bazzano. Si trova sotto i nostri piedi, a tre quattro chilometri - ha evidenziato Valensise - e prosegue verso Bussi. E' una faglia di distensione. E’ come se qualcuno tirasse l'Appennino dall'Adriatico verso il Tirreno, provocando a un certo punto un cedimento e una frattura».
Dopo questa testimonianza e stata la volta del geologo dell'Università dell'Aquila Antonio Moretti che nei mesi scorsi è intervenuto anche alla trasmissione televisiva Presa diretta del giornalista Riccardo Iacona.
«Ero in disaccordo - ha detto - sull'opportunità di tranquillizzare la gente in quelle condizioni, quando c'era in atto uno sciame sismico. Avevo chiesto di essere invitato alla riunione della Cgr, visto che mancava un esperto in sismotettonica sulla faglia. Mi fu risposto che non potevo essere invitato, la riunione aveva solo lo scopo di ordine e sicurezza pubblica».
Dopo Moretti è cominciata la proiezione di una serie di video prodotti dall'accusa e dalle parti come fonti di prova.
Si tratta di filmati dei telegiornali prodotti dalla procura. Su alcuni servizi si è però scatenato il dibattito degli avvocati delle varie parti a seconda che il tono dei cronisti e delle interviste fosse rassicurante o meno. Tanto che a un certo punto il pm Fabio Picuti ha alzato le braccia in segno di resa: «Noi i video li abbiamo prodotti, poi ognuno li valuterà come vuole, ma i commenti ora non servono».
Il giudice Marco Billi ha poi rinviato l'udienza a mercoledì prossimo, 4 aprile. All’udienza successiva, quella dell’11 marzo, sarà ascoltato Franco Gabrielli.
Gli imputati nel processo Grandi Rischi sono Franco Barberi, presidente vicario della commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis (l'unico che fino a oggi è stato sempre presente in aula), già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile, Enzo Boschi, all'epoca presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.a.s.e., Claudio Eva, ordinario di fisica all'Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell'ufficio rischio sismico di Protezione civile. I capi di imputazione per tutti sono di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni personali colpose.