LA DENUNCIA

Vasto, è caos parcheggi. Moretti: «mancanza di un piano traffico»

«Centro storico intasato»

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Vasto, è caos parcheggi. Moretti: «mancanza di un piano traffico»
VASTO. E’ allarme parcheggi a Vasto.

Carenti il piano traffico sulla circolazione e la segnaletica.
Lo ha dichiarato Stefano Moretti (Fli), perito infortunistico, in merito alle polemiche sull'aumento della tariffa oraria al parcheggio multipiano di via Ugo Foscolo, nel centro di Vasto. Il rappresentante di Futuro e Libertà ha puntato l’indice contro l’amministrazione, a suo dire, «incapace di guardare oltre il proprio naso».
 Moretti ha ricordato la strada che costeggia i campi dei Gabrielini è  gremita di auto posteggiate in modo selvaggio che riducono lo spazio percorribile della  carreggiata.
«Quelle auto», ha detto, «dovrebbero parcheggiare all'interno del parcheggio coperto della struttura. La nostra città non ha uno strumento adeguato e teso a creare ordine nella  circolazione stradale  e nella sosta».
Per non parlare dei tempi di percorrenza di un breve tragitto. Ogni mattina, ha dichiarato Moretti, «esco di casa in zona Sant'Onofrio per accompagnare mia figlia presso le scuole medie Rossetti. Il tragitto di pochi chilometri viene percorso in quasi mezz’ora. Spesso ricevo numerose segnalazioni da parte di persone anziane che non riescono a salire sull’autobus perché le auto sono posteggiate di fronte alle fermate che tra l’altro non sono neanche segnalate».
Quanto alla segnaletica orizzontale e verticale secondo  il perito i pochi cartelli stradali esistenti risalgono all’epoca preistorica. «Basti pensare», ha detto, « che la segnaletica di ingresso alla città posizionata a Vasto Marina prima dell’imbocco alla ex statale 86 è stata fatta apporre dall’amministrazione Prospero negli anni 80».
Anche la polizia municipale, secondo l’uomo,  sarebbe sprovvista di un servizio rimozione e l’amministrazione non sarebbe  in grado di stringere un accordo con i possessori di carro attrezzi in modo da poter cominciare a rimuovere tutti i veicoli fuori posto.
«Purtroppo questa città non ha un progetto di crescita», ha concluso amareggiato,« e si è sviluppata alla rinfusa dal dopo guerra ad oggi».