LA PROTESTA

Parco eolico a Santo Stefanio di Sessanio? Appelli a Napolitano e Monti

Tutti contro il progetto

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Parco eolico a Santo Stefanio di Sessanio? Appelli a Napolitano e Monti
SANTO STEFANO DI SESSANIO. Un parco eolico sul monte Camarda, a due chilometri da Santo Stefano di Sessanio, il piccolo gioiello d’Abruzzo.

I residenti si ribellano, i Verdi insorgono. Per salvare il piccolo comune si sta muovendo anche il regista tedesco Georg Brintrup che a Santo Stefano, qualche mese dopo il sisma del 2009, ha girato alcune scene del suo ultimo film Palestrina princeps musicae. Il regista si è rivolto anche al presidente Napolitano e al premier Monti per chiedere di salvare il paese e non permettere la costruzione di un impianto che «sovrasterebbe» il paese.
La paura, infatti, è che l’impianto riesca con un sol colpo a cancellare quanto di buono è stato fatto negli ultimi anni per trasformare e far sviluppare il piccolo borgo incantato, oggi famoso in tutto il mondo.
Grazie anche all’imprenditore Daniele Elow Kihlgren, di origini svedesi, che nel 2004 ha acquistato una piccola parte di Santo Stefano per realizzarci un albergo diffuso ed ha attirato, grazie alla pubblicità, l'interesse di altri investitori, facendo sviluppare in modo considerevole tutte le attività della zona.
Walter Caporale, presidente del Gruppo Verdi in Consiglio regionale, ha presentato per la prossima seduta del Consiglio del 3 aprile una Interrogazione a risposta immediata per sapere se vi siano atti concernenti richieste e relative autorizzazioni per la realizzazione «dell’assurdo progetto in oggetto».
«In un Paese fragile come l’Italia», commenta invece Antonio Centi, dell’associazione Regionale Comuni d’Abruzzo, «non si possono assumere decisioni riguardanti le trasformazioni territoriali legittimandole solo sulla base delle autorizzazioni formali». Centi è chiaro: «non ci si può astrarre dai contesti ovvero dalla vera ricchezza dell’Italia ed in tal senso il contesto di Santo Stefano di Sessanio – uno dei Borghi più Belli d’Italia, dovrebbe entrare come componente aggiuntiva, imprescindibile di qualsiasi decisione amministrativa. Non mi preoccupo di sapere se il paventato parco eolico a ridosso di Santo Stefano di Sessanio disponga delle autorizzazioni. Se, come sembra, ne dispone, ci si troverebbe di fronte al caso classico di una distruzione autorizzata di immagine di un territorio delicato e pregiato. Bisogna far di tutto per evitare un tale disastro paesaggistico e ciò lo affermo non dal versante di chi si oppone comunque a tutto, ma da parte di chi si oppone a tutto ciò che distrugge la vera ricchezza dell’Italia che ancora oggi stupisce il mondo per il miracolo del suo fascino».