LE INCONGRUENZE

ll pasticcio dell’avviso pubblico per sostituire Bruno Guerri

L’avviso pubblico scade mercoledì prossimo. Prevarrà l’insindacabile giudizio del sindaco

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3441

ll pasticcio dell’avviso pubblico per sostituire Bruno Guerri
PESCARA. Ma Giordano Bruno Guerri ha deluso o soddisfatto le aspettative della giunta Mascia?

A breve il posto del direttore artistico della città potrebbe essere preso da qualcun altro. E’ stato, infatti, emanato un nuovo avviso pubblico per la selezione di un nuovo direttore artistico che possa rilanciare la città di Pescara.
Proprio questa selezione potrebbe mettere fuori gioco lo studioso e professore, molto noto in tutta Italia ma partecipando potrebbe di fatto consentirgli un rinnovo dell’incarico per altri 12 mesi.
In pratica l’avviso ha ricordato alla cittadinanza che intanto Pescara ha il suo “direttore artistico” e che poi questa figura è stata incarnata fin dall’avvento della giunta di centrodestra dallo studioso e amante di D’Annunzio Giordano Bruno Guerri.
Ora negli “annali” vi è una sfilza di dichiarazioni del drappello che guida il Comune di elogi e ottime pratiche svolte da Guerri, attestati di stima che si avvicinano all’amore vero e proprio (per la cultura si intende). Dunque possibile che ora ci si debba abituare ad un altro studioso che rilanci con uguale o maggiore enfasi il nome della città nel mondo?
L’avviso pubblico (durata 10 giorni, scade mercoledì prossimo) è stato già criticato in tempi record dalla minoranza che ha subito notato la cifra: esattamente la metà rispetto a quei 90mia euro che pure fecero scoppiare polemiche. Insomma costa la metà e si fa lo stesso polemica? Anche i 6 mila euro annui concessi a Guerri per spese di trasferta sono stati ridotti a 5 mila e la cifra lascia supporre che anche il prossimo direttore artistico possa venire da fuori città.
In realtà non si capisce per quale ragione Mascia ed i suoi hanno deciso di tagliare a metà il compenso e altrettanto non si capiva la ragione dei 90mila. Inoltre a fronte di un lavoro già espletato, dati oggettivi (come numero di spettatori, turisti, fatturati vari) non sono stati ancora prodotti e dunque ci si continua a chiedere a fronte di quali risultati oggettivi siano stati pagati 90mila euro.
Il nuovo direttore artistico dovrà aver già svolto incarichi di rilevanza nazionale o internazionale in campo culturale ed artistico, recita il bando, e ottenuto riconoscimenti e premi nazionali e internazionali per le attività svolte.
Che di avviso pubblico si tratti lo dice il titolo stesso. Il testo racchiude un bell’elenco di criteri e di requisiti che i futuri candidati dovranno avere per poter sperare di spuntarla.
E’ curioso però che non si parli di punteggi dei vari requisiti così da poter stilare una somma algebrica matematica e certa dei livelli dei candidati. Invece il tutto è lasciato nelle mani del primo cittadino che -seppure non viene mai citata la perifrasi “a suo insindacabile giudizio”- in realtà non potrà che decidere insindacabilmente il candidato che preferisce. Il primo cittadino «ai sensi dell’articolo 16, comma 3 del ‘regolamento comunale per il conferimento degli incarichi di lavoro autonomo, di natura occasionale e coordinata e continuativa opererà valutazioni comparative basate sull’apprezzamento dei curricula professionali presentati».
Insomma si tratta di una figura istituzionale di cui l’istituzione Comune ha bisogno per l’espletamento di un servizio oppure siamo nel mondo degli affidamenti diretti di incarichi? Visto che Mascia l’ha già fatto una volta poteva scegliersi anche la seconda il candidato che preferiva, così come fece già con lo stesso Guerri.
Il primo cittadino ora dovrà spiegare anche questo cambio di rotta: perché per scegliere la stessa figura vegono espletate due procedure diverse?
La città dovrà aspettare ancora qualche giorno per sapere chi dovrà curare l’immagine della città anche se pare dura che si riuscirà a trovare nel globo terracqueo una persona che possa avere un curriculum migliore rispetto alla «ineguagliabile esperienza e le rilevantissime competenze maturate dallo stesso professionista negli ambiti della cultura», cioè il prof Bruno Guerri.