SICUREZZA

Codici: «Fontanelle ingannata dalle istituzioni. La criminalità ringrazia»

Pettinari: «contro di me anche il questore. Sono addolorato, io cerco solo legalità…»

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Domenico Pettinari

Domenico Pettinari

PESCARA. «Tutte le belle parole e le promesse delle varie istituzioni si sono rivelate vane. Una truffa ai danni del Consiglio regionale e dei residenti. Il bronx di Pescara è via Caduti per servizio».

Dopo alcune settimane di silenzio -ma non di tranquillità- Domenico Pettinari, segretario provinciale di Codici, è tornato a parlare di Fontanelle per lanciare l’ennesimo allarme sicurezza e criminalità e questa volta anche istituzionale. L’associazione Codici qualche mese fa ha organizzato una imponente fiaccolata: una manifestazione messa in piedi per ‘risvegliare’ il quartiere. Pettinari è stato oggi più pacato ma incisivo, dimesso e rassegnato ma non ha lesinato accuse alle istituzioni che sono «le principali protagoniste di questa brutta storia».
Il quartiere continua a vivere una «emergenza criminalità e sicurezza» dove la gente «non può nemmeno affacciarsi al balcone, figuratevi vivere tranquillamente»: Fontanelle viene descritta da Codici come un’isola infelice, un ghetto creato dalle famiglie criminali che vivono abusivamente negli alloggi popolari.
Le istituzioni oltre ad essere «inerti» emergono come complici, forse involontari, dello stato di fatto che si è creato. Istituzioni che dicono di «non sapere» e per questo non fanno, e quando vengono costrette ad attivarsi «l’azione non è mai incisiva». Insomma i problemi di Fontanelle, a detta di Pettinari, non saranno risolti, né ci sono prospettive e forse -a volerla dire tutta- «non c’è nemmeno la volontà».

NON CI SARANNO ALTRI SFRATTI
Si comincia con l’Ater che ha stilato una relazione che è stata alla base di una approvazione del Consiglio regionale che ha stanziato 100mila euro. Tutti i consiglieri «hanno votato credendo che quei fondi fossero stati stanziati per il quartiere Fontanelle», ha detto l’esponente di Cordici, e per operare gli sfratti rimanenti. In realtà si è scoperto, dopo, che i soldi andranno in altre zone disagiate ma non a via Caduti per servizio. «Un inganno operato ai danni del Consiglio regionale», ha detto Pettinari che ha raccontato anche la sua personale inchiesta per capire come sia stato possibile operare quella che lui ha definito «truffa».
«Siamo andati alcune settimane fa a parlare con l’Ater e ci hanno detto che loro non ne sapevano nulla dei casi che da anni denunciamo, di appartamenti occupati abusivamente con sfondamento. “Me lo state dicendo voi ora” ci hanno risposto. Dunque la verità è che gli appartamenti più delicati da liberare non sono “sfrattabili”, cioè non sono nemmeno cominciate le lunghe procedure amministrative per poter arrivare allo sfratto. Significa che né l’Ater né il Comune né gli altri enti preposti hanno mai avviato sollecitazioni, o istanze di sfratto».
Così tutti sanno dove sono gli abusivi, tutti sanno che guarda caso sono proprio questi a creare paura e delinquenza nel quartiere ma sono di fatto intoccabili e le istituzioni si trincerano dietro un «non so».
Al gioco del lotto sulla ruota di Fontanelle si potrebbero giocare i numeri civici 46-47-25-27 e 61, una cinquina secca snocciolata con precisione e certezza da Pettinari di cui però Ater e Comune «non vogliono sentir parlare, preferendo perdere sicuramente piuttosto che far prevalere la legalità. Dunque nessun altro sfratto nei prossimi anni per mancanza di volontà», «per la burocrazia», «per la distrazione delle istituzioni».

POSTAZIONE FISSA DI POLIZIA TOLTA: «NON C’E’ EMERGENZA»
Pettinari è poi tornato a parlare della situazione sicurezza che non c’è da quando dall’inizio dell’anno la postazione mobile di polizia è stata ritirata dalla questura. «Prima le cose andavano meglio, si sentivano gli effetti benefici del controllo delle forze dell’ordine. Da quando non c’è più la polizia e la pattuglia dell’esercito tutto è ripiombato nel far west di sempre. Se ci fosse stata la pattuglia gli attentati intimidatori di questa notte non ci sarebbero stati».
Ancora citofoni incendiati, ancora nel palazzo dell’ex presidente della associazione per Fontanelle, Nello Raspa. E Pettinari ha raccontato anche di altre intimidazioni questa notte ai danni di un’altra donna da parte dei soliti delinquenti ben noti. Con dolore Pettinari ha riportato anche le parole del questore Passamonti dette a chi lo aveva sollecitato ad intervenire con azioni visibili ed incisive.
«”A Fontanelle non c’è emergenza” ha detto il questore , e non c’è emergenza perché non ci sono scippi e rapine. Ma i delinquenti non fanno queste cose in casa loro. La Squadra Mobile, però, ha operato diversi arresti in questi mesi, sono state arrestate persone che spacciano e che detengono pistole e munizioni. Ci sono persone che sparano di continuo e non c’è emergenza? Io non capisco. E poi il questore ha detto una cosa che mi ha ferito profondamente: “io non vengo a Fontanelle fino a quando ci sarà Domenico Pettinari”. Mi domando perché, perché le forze dell’ordine devono trattarci così e individuare in noi il pericolo. L’emergenza non l’abbiamo creata noi, forse per merito nostro il problema è esploso ma c’era già prima. Noi vogliamo risolverlo, noi non siamo contro le istituzioni, rischiamo ogni giorno per avere legalità, noi ed il questore siamo dalla stessa parte contro i delinquenti. I delinquenti sono altri non certo Domenico Pettinari. I residenti di Fontanelle questo lo sanno, grazie a Dio».
Amareggiato e isolato Pettinari ha nuovamente ammesso la sconfitta su tutta la linea a beneficio dello spaccio di droga e della delinquenza, ed ha detto di essere fortemente imbarazzato perché non riuscirà a trovare le parole per spiegare tutto questo ai cittadini e agli associati di Codici che hanno creduto nella battaglia per una vita e ed un quartiere migliore.
Le poche persone che erano presenti alla conferenza stampa hanno più volte concordato con le parole di Pettinari dimostrando di credergli ancora.
Le istituzioni e le forze dell’ordine parlano la lingua della burocrazia e quella, a Fontanelle, è una lingua incompresibile.

a.b.

MASCIA: «NOI ANDIAMO AVANTI CON INSIEME PER FONTANELLE»
«Entro lunedì mattina gli elettricisti del Comune inizieranno la sistemazione del citofono distrutto da un incendio in via Caduti per Servizio, al civico 15», hanno assicurato il sindaco Luigi Albore Mascia e l’assessore Isabella Del Trecco. «Non ci arrenderemo alla brutalità di chi tenta di imporre la legge della paura a Fontanelle e soprattutto l’amministrazione comunale non sta prendendo in giro alcuno. Già la prossima settimana ci sarà un incontro presso la Regione Abruzzo con l’Ater che dovrà presentare un progetto di sfratti utilizzando i 100mila euro a disposizione, e di cui ancora non conosciamo la destinazione. Nel frattempo stamane è stato effettuato un sopralluogo per l’installazione delle telecamere nel rione, mentre nella notte la Polizia municipale è riuscita a sventare un tentativo di occupazione abusiva di un alloggio murato».
Il sindaco e l’assessore hanno ribadito  «l’assoluta vicinanza e solidarietà ai cittadini di via Caduti per Servizio e di Fontanelle, come pure a Nello Raspa e all’Associazione Codici che sta portando avanti la battaglia per la legalità avviata dall’Associazione ‘Insieme per Fontanelle’. Siamo sicuri che, quando l’amico Pettinari stamane ha espresso sconforto sentendo le Istituzioni lontane, non faceva riferimento all’amministrazione comunale che ha praticamente contatti quotidiani con via Caduti per Servizio, grazie anche al Presidio fisso della Polizia municipale con l’impiego dell’Unità mobile».