POST SISMA

Centro Studi L’Aquila: il Comune s'impegna poi non mantiene

La pratica ferma agli uffici tecnici?

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2192

Centro Studi L’Aquila: il Comune s'impegna poi non mantiene
L’AQUILA. Ancora una volta una storia di mala amministrazione?

C’entra il Comune de L’Aquila dove tra faldoni, delibere permessi a costruire si è arenato un progetto (uno dei tanti) da due mln di euro su un centro studi universitario.
Parola della società  San Vincenzo De Paoli promotrice del piano che ha tutto pronto  (risorse, i progetti, forze) ed, a distanza di due anni, aspetta un cenno dal Comune.
«Interpelleremo il presidente del Consiglio Monti ed il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano», ha dichiarato la società, «perché sblocchino una situazione che si sta trascinando davvero da troppo tempo. Ci siamo offerti di accollarci un progetto da quasi due milioni di euro, abbiamo trovato tutte le risorse necessarie, per vederci poi bloccare da una non ben definita serie di rinvii e impedimenti burocratici: tutto ciò non è accettabile».
 
I SI’, I FORSE, I MA
Le cose sono andate così, secondo la società.
Nel 2010 la San Vincenzo durante un incontro con l’Università de L'Aquila e Adsu (Azienda Diritto allo Studio) si è offerta per realizzare una struttura di circa 500 metri quadrati, che la stessa Università e l'Adsu hanno individuato come utilizzabile per un Centro Studi da mettere a disposizione degli studenti universitari.
Nell’aprile dello stesso anno, con il progetto del Cavalier Severin, costruttore edile, la superficie della struttura è passata a 800 metri quadri.
Ad ottobre 2010, viene firmato un protocollo d’intesa tra il  presidente nazionale della San Vincenzo de Paoli, Claudia Nodari, insieme al presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi e il vice sindaco del comune de L’Aquila, Giampaolo Arduini, per la realizzazione del Centro.
Sono in tanti, secondo la San Vincenzo a credere nel progetto prestando gratuitamente le proprie capacità. I volontari hanno organizzato importanti raccolte fondi per finanziarlo, pari a 350mila euro, gli  ingegneri e progettisti hanno lavorato a titolo gratuito.
Sembrava fatta poi  tutto si è bloccato nelle maglie della burocrazia aquilana (serviva l’ok degli uffici tecnici del Comune).
A febbraio 2011 vengono prospettati altri due mesi di attesa. «Invece passa un altro anno», ha raccontato l’associazione, «durante il quale riceviamo solo una delibera di Giunta, che da mandato all’ufficio tecnico di inserire il progetto nel piano di riqualificazione urbana. E siamo a novembre 2011. Poi ancora silenzio nonostante dal febbraio al maggio 2011 sono state inviate, da parte nostra, diverse comunicazioni scritte al Comune de L'Aquila, al sindaco, agli assessori e a tutti gli altri firmatari dell’accordo. Missive che a tutt'oggi attendono invano risposte mai pervenute».
 
A maggio 2011, inoltre, il presidente nazionale della società  si è recata a L’Aquila, dove ha ricevuto rassicurazione che la situazione si sarebbe sbloccato nel giro di breve tempo, ma così non è stato.
 Il timore della San Vincenzo è che con il possibile cambio di Giunta(in seguito alle prossime amministrative) i tempi possano allungarsi all’infinito.
 
m.b.