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Vertenza Golden Lady, Rifondazione Comunista: «la Provincia assente»

Il partito: «è scandaloso»

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Vertenza Golden Lady, Rifondazione Comunista: «la Provincia assente»
GISSI. «Sapere che la Provincia di Chieti non ha presentato la documentazione di sua competenza per concretizzare il riconoscimento di area di crisi della Val Sinello, è scandaloso».

Parola della segreteria Provinciale del Prc (Parito Rifondazione Comunista) di  Chieti che si è riferito all’ultimo tavolo regionale, tenutosi il 16 marzo, durante il quale laProvincia di Chieti non ha presentato la documentazione di sua competenza per concretizzare il riconoscimento di area di crisi della Val Sinello.
 Decine e decine di lavoratrici e lavoratori Golden Lady, (l’azienda è diventata simbolo della crisi industriale in atto in Val Sinello)  hanno appreso la notizia mentre partecipavano ad un incontro pubblico promosso da Rifondazione Comunista a Vasto.
«Basta alle parole si passi ai fatti», è  il monito del partito che ha suggerito una serie di misure per far fronte al problema.
 
I PROBLEMI LE SOLUZIONI
Secondo il Prc è il momento di agire e mettere in campo soluzioni concrete ai problemi degli ex dipendenti della Golden Lady che soffrono già da troppo tempo i pesanti disagi imposti da una busta paga al 70% e che tra nove mesi (quando scadrà anche la cassa integrazione) rimarranno senza stipendio.
 
Occorrerà agire su più fronti, secondo il partito. A partire dal miglioramento della rete dei trasporti e delle telecomunicazioni. «Sarà necessario», ha dichiarato, «sull’esempio dei risultati che si stanno ottenendo per la Omsa di Faenza, che i Comuni interessati si impegnino a velocizzare gli aspetti burocratici pur mantenendo il necessario rigore nei procedimenti amministrativi, che la Regione e la Provincia si facciano carico della formazione professionale delle lavoratrici e dei lavoratori, al fine di agevolare la loro ricollocazione, e non solo nell’ambito di chi subentrerà alla Golden Lady, ma anche rispetto alle esigenze professionali del territorio».
 
Poi, bisognerà contrastare  la pirateria imprenditoriale, (le aziende cioè che seguendo il modello Golden Lady, beneficiano di agevolazioni e finanziamenti e poi scappano all’estero) ed agevolare la nascita di una partnership tra piccole e medie imprese locali, da collocare nello stabilimento ex Golden Lady.
 
Anche Giuseppe Rucci, segretario provinciale della Filctem-Cgil ha criticato il non operato della Provincia.
«Occorrono i fatti», ha detto, «quasi 400 lavoratori fra otto mesi non avranno più gli ammortizzatori sociali. Chiedo alla Provincia un colpo di reni.
Il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio si è detto più volte  pronto a fare di tutto per salvare lo stabilimento. Tra gli obiettivi quello di chiedere al Ministero dello Sviluppo Economico che venisse  riconosciuta l’area di crisi ma anche ribadire alla Golden Lady «che non avrebbe dovuto chiudere lo stabilimento di Gissi».
m.b.