Provincia Pescara e consulenze: «100 mila euro al mese». Scatta l’esposto

Alcune settimane fa la procura di Pescara ha ricevuto la denuncia di un dipendente

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Provincia Pescara e consulenze: «100 mila euro al mese». Scatta l’esposto
PESCARA. Sottoutilizzati e poco valorizzati.

E’ la dura vita (a volte) dei lavoratori precari. Ancora più dura se si è costretti a farsi da parte per cedere posto ad esterni. Ne è convinto Luigi Rischitelli, lavoratore a tempo indeterminato del settore lavoro e formazione professionale della Provincia di Pescara, che ha fatto esposti su esposti (alla Corte dei Conti ed alla Procura) sulle presunte onerose consulenze in Provincia. Secondo Rischitelli, ad oggi la spesa mensile dell’Ente nel solo settore lavoro per le consulenze è di € 100.000 al mese (dal 20/1/2012 di € 102.900,00 mensili) per prestazioni lavorative non inferiori a 3 giorni di lavoro, di almeno 6 ore.
C’è chi guadagnerebbe 3.125 al mese, chi 2.500. Il personale esterno, secondo il funzionario, non sarebbe rigidamente selezionato in base a criteri prestabiliti (l’assegnazione del punteggio ai titoli culturali e professionali, alle esperienze professionale ed al colloquio). Questo il quadro descritto dal lavoratore.

43 “NUOVI” ESPERTI?
Per gli incarichi e le consulenze nel 2010 sono stati assunti in Provincia 7 consulenti nonostante ci fossero 44 lavoratori a tempo determinato sottoutilizzati ed esperti per le stesse mansioni richieste all’esterno. Si tratta di 3 consulenti del lavoro, 1 giuridico-amministrativo, 1 economico-finanziario, 1 in rendicontazione ed infine 1 esperto di interventi anticrisi, per un costo totale mensile di €21.875,00 ed un lavoro di almeno due giorni a settimana. Poi, con il tempo, secondo il funzionario, la situazione avrebbe assunto una piega peggiore. Oggi, gli incarichi, ha scritto il lavoratore, «sarebbero 43 (12 esperti a €3.125,00 al mese; 6 assistenti tecnici, 11 orientatori per €2.000,00, nonché altri consulenti pagati €2.000,00 lordi al mese, 5 addetti all’accoglienza, 4 addetti alla preselezione, 1 al coordinamento, 1 esperta in lingua dei segni».
Tra questi anche 2 esperti in materia di auto imprenditoria.
«Io stesso», ha aggiunto il funzionario, «mi occupo di auto imprenditoria, e posso dire di avere esperienza (funzionario da quasi 20 anni), formazione (laurea in giurisprudenza e master) e, modestamente, capacità di un certo rilievo in gran parte non utilizzate poiché mediamente lavoro un’ora al giorno, sostanzialmente fornendo informazioni a persone molto spesso non davvero motivate o non in condizione di avviare un’attività in proprio».
I 7 “veterani” incaricati nel 2010 sono stati confermati con il risultato che se prima «sino metà settembre 2011 il settore lavoro aveva a disposizione un esperto di rendicontazione, ora ne ha 4».

«PRESELEZIONE APPALTATA»
Rischitielli poi ha aperto un altro capitolo sulla procedura di selezione dei consulenti che, a suo avviso, non vengono scelti secondo procedura pubblica. La società Workopp spa oltre ad aver ricevuto incarico di redazione del piano per lo sviluppo dei servizi all’impiego per la cifra di 175.000 euro ha fatto anche la “preselezione” per conto dell’Ente per circa 23/24 fra i citati consulenti.
«Si faccia attenzione», ha sottolineato il lavoratore, «la Provincia offre gratis tale servizio alle aziende (la preselezione dei candidati ad un posto di lavoro) ma per sé lo paga. Appaltando la preselezione alla società sembra elusa la regola della selezione pubblica in materia di rapporti di lavoro con la pubblica amministrazione». Infatti la società incaricata avrebbe redatto “short list” e si sarebbe limitata a pubblicare alcuni annunci piuttosto generici sul proprio sito (della Workopp) relativi a ricerche di personale per la Provincia di Pescara.