IL CASO

Ennesimo attentato a Fontanelle. Citofoni a fuoco in via Caduti per Servizio

Pettinari pronto a svelare questa mattina «il grande inganno delle istituzioni»

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Nello Raspa ed il citofono bruciato

Nello Raspa ed il citofono bruciato

PESCARA I citofoni di un palazzo di via Caduti per Servizio, nel rione popolare Fontanelle di Pescara, sono stati incendiati nella notte da ignoti.

L'ennesimo attentato nel giro di qualche mese in questa zona della città dove è stata presa di mira in modo particolare l'associazione Insieme per Fontanelle e il suo presidente Nello Raspa che proprio a seguito di questi episodi si è dimesso passando le consegne all'Associazione Codici. Per rispondere ad una serie di attentati il quartiere è sceso in strada con una fiaccolata, sono stati promossi gli sfratti degli abusivi dal Comune e le forze dell'ordine hanno intensificato i servizi e istituito un posto di controllo della polizia municipale ma per l'associazione Codici, guidata da Domenico Pettinari, la situazione è ancora allarmante.
Proprio per oggi era stata fissata già da qualche giorno una conferenza stampa per denunciare ciò che accade a Fontanelle, a livello di microcriminalità. Pettinari non esclude che l’episodio di questa notte possa ricondursi all’incontro con i giornalisti e nel corso del quale il segretario di Codici si dice pronto a svelare «il grande imbroglio delle istituzione sull’onda del dolore e della disperazione della gente perbene».
«Per la prima volta», spiega ancora, «verranno svelati i retroscena, i complotti, le strategie, le lotte che si sono svolte e si svolgono dietro al caso Fontanelle a danno dei cittadini che chiedono solamente legalità nel mentre si spara, si ferisce, si intimidisce e si vende droga sotto agli occhi di tutti. Oggi», va avanti Pettinari, «abbiamo la certezza che tutte le istituzioni, in particolar modo quelle che si sono sempre presentate vicine, hanno responsabilità gravissime nei confronti del popolo di Fontanelle».
Nelle settimane passate proprio il segretario provinciale dell’associazione aveva parlato di «sconfitta totale» e pensato anche di lasciare il quartiere.