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Pescara, piano regolatore portuale: arrivano le “rassicurazioni” dell’assessore Serraiocco

«Sentiremo i pescatori ma…»

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Pescara, piano regolatore portuale: arrivano le “rassicurazioni” dell’assessore Serraiocco
PESCARA. Dopo le preoccupazioni arrivano le “rassicurazioni”.
L’assessore alle problematiche portuali di Pescara, Vincenzo Serraiocco ha risposto punto per punto ai dubbi sollevati dai pescatori sul nuovo piano regolatore portuale.
«Prenderemo in considerazione le preoccupazioni degli armatori», ha detto, «osservazioni che dai dati di cui a oggi disponiamo, sembrerebbero smentite».
Anche se tutto è stato deciso e calcolato (il quadro, secondo Serraiocco, sembra già chiaro ed il progetto fattibile) è comunque “necessario” che il piano nasca dalla massima condivisione della città che oggi non può permettersi di ripetere gli errori della diga foranea. In che modo i pescatori che giorni fa lamentavano di non essere stati nemmeno interpellati dalle istituzioni nella stesura del progetto potranno improvvisamente avere peso?
Le preoccupazioni smentite in tronco dall’assessore riguardano la spesa da sostenere per i lavori che gli armatori additavano come eccessiva ed onerosa (110 milioni di euro circa per l’intero progetto).
Serraiocco ha precisato che l’intervento sarà ripartito per lotti non in un’unica tranche ma in ordine di priorità (il reperimento delle provviste finanziarie occorrenti avverrà man mano per le singole opere). Per quanto riguarda gli eventuali rischi di insabbiamento connessi con l’ampliamento del porto stesso e con la deviazione verso nord-est dell’imboccatura, dai dati tale prospettiva sembrerebbe smentita.
«Leggendo la relazione», ha dichiarato l’assessore,«infatti, emerge che l’allungamento della foce, la forma sinuosa e lo sbocco verso nord sono stati progettati proprio per evitarne l’insabbiamento, permettendo al fiume di depositare il limo a una profondità maggiore di quella attuale senza creare una sbarra alla foce. Lo sbocco a nord è stato verificato anche con modelli idrodinamici e risulta essere la posizione migliore per proteggere la foce dai mari dominanti, pur consentendone la navigazione. Nel dettaglio, la forma sinuosa serve a dissipare il moto ondoso che entra all’interno proprio per effetto delle dighe curve e a non ostacolare il deflusso fluviale. La presenza, prevista, di tre darsene separate serve a ottimizzare le attività del porto e a migliorare le condizioni di sicurezza. Infine la separazione dalla foce, ossia dal porto canale, è stata identificata come la soluzione migliore per evitarne l’insabbiamento».
Tutto calcolato insomma ed i rischi ridotti al minimo.
«Conosciamo e siamo consapevoli dei danni arrecati al nostro porto canale», ha concluso l’assessore, «e all’intero comparto commerciale dello scalo dalla scellerata realizzazione della diga foranea, figlia della fretta e dell’assenza di approfondimenti».
Tra gli interventi previsti secondo il piano la realizzazione di due nuove darsene, un nuovo molo, lavori alla diga foranea e altri interventi di piccola viabilità nel tratto di strada compreso tra il porto e il mercato ittico. La Giunta comunale di Pescara ha dato l’ok al rapporto preliminare ambientale. I passaggi successivi prevedono l'approvazione della Valutazione di impatto ambientale (Via) e della Valutazione ambientale strategica (Vas). 

FONDI FAS, PD: «SERVONO 30 MILIONI PER IL PORTO DI PESCARA»
Una vertenza Pescara che veda uniti la politica, le associazioni di categoria e i sindacati, assieme al forum dell'economia della Camera di Commercio
E' quanto chiede il Pd cittadino, che presenterà una mozione in Consiglio comunale affinché il sindaco e la Giunta si impegnino ad ottenere, nella rimodulazione dei fondi Fas, 30 milioni di euro per il porto di Pescara «per ridare forza e sviluppo ad una città abbandonata e penalizzata da ogni giunta regionale».
«I Fas - ha spiegato il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Moreno Di Pietrantonio - oggi sono l'unica certezza finanziaria per l'Abruzzo. Pescara è la locomotiva della regione e va rilanciata tutti insieme. Chiediamo fondi non inferiori a 30 milioni di euro per il porto, concentrandosi rapidamente sul dragaggio e su interventi infrastrutturali, a partire dal 'bucare' la diga foranea per dare sfogo al fiume».
Il porto di Pescara, ha sottolineato il capogruppo, ormai è morto. «Siamo di fronte ad un disastro economico di proporzioni impressionanti, con decine di famiglie e di imprenditori danneggiati». La prima emergenza da risolvere è proprio quella del dragaggio, «per cui sono necessari svariati milioni di euro».
In tal senso i Fas vengono visti come un treno «che non possiamo perdere. Diamo la possibilità alla nostra marineria di lavorare e ai nostri traghetti di collegarci col resto d'Europa».
Tra poco scatterà il blocco balneare e il dragaggio non potrà riprendere prima di ottobre. «Non abbiamo più tempo, il sindaco dov'e? Dobbiamo attivarci e batterci tutti insieme».
Nei giorni scorsi il presidente Gianni Chiodi non ha escluso l’intervento di una commissione di inchiesta per valutare eventuali responsabilità. Il commissario al dragaggio, Guerino Testa ha parlato invece di «scandalo enorme, zero risultati».