SANITA'

Asl Chieti, di nuovo osservato l’Atto aziendale

La Cisl denuncia la confusione organizzativa

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3446

Francesco Zavattaro

Francesco Zavattaro

CHIETI. L’atto aziendale della Asl di Chieti viene osservato ancora una volta e così scatta l’allarme Cisl per il clima di incertezza organizzativa che si vive negli ospedali e nelle strutture amministrative di Lanciano, Vasto e Chieti.

In un incontro riservato proprio con il direttore generale Francesco Zavattaro, il sindacato ha espresso le sue forti preoccupazioni «perché qui comanda chi si alza per primo la mattina. Non va bene che le decisioni operative sul funzionamento della macchina sanitaria a volte siano prese all’insaputa dei vertici, a cominciare dallo stesso manager per finire a Silvia Cavalli, direttore amministrativo, e ad Amedeo Budassi, direttore sanitario. Urge una soluzione immediata per riprendere la gestione di una situazione che sta sfuggendo di mano».
 Crolla la fiducia nella gestione della Asl di Chieti o la denuncia della Cisl è un campanello di allarme solo per il funzionamento “burocratico” della struttura? Il disagio nella Asl della provincia di Chieti c’è e lo dimostrano le notizie che provengono da Lanciano e da Vasto, dove i reparti vivono disfunzioni organizzative ed i cui ospedali sono stati condannati alla marginalità da una affrettata unificazione delle due Asl. Non sta meglio Chieti, con la strana convivenza tra ospedalieri ed universitari, con un ospedale a metà clinicizzato ed a metà no, e dove la confusione è testimoniata anche all’esterno dal parcheggio selvaggio che tiene in ostaggio pazienti, visitatori e residenti di Colle dell’Ara. Senza parlare delle liste di attesa o del funzionamento del Cup, solo di recente oggetto di una ristrutturazione nel segno dell’efficienza, ma che ancora non va a regime. E allora?
L’impressione è che il manager Zavattaro sconti un certo isolamento politico, pur avendo di suo la benedizione di poteri nazionali in grado di imporlo a Chieti. Certo è che le sue idee di studioso del mondo della sanità si scontrano di fatto con una visione di gestione amministrativa che dipende da senatori e da onorevoli locali o anche da semplici assessori o consiglieri regionali che hanno interessi diversi da quelli del manager. E così lo scontro produce immobilismo, ripicche, piccoli sabotaggi che rendono difficile la vita del manager. Perciò la Cisl ha detto basta. Il risultato di una gestione conflittuale all’interno della Asl è l’aumento del disagio dei cittadini. Il che provoca disaffezione, viaggi della speranza, mobilità passiva e crollo dell’attrazione da parte degli ospedali della provincia. Cioè un sostanziale declassamento della sanità della provincia di Chieti che nel capoluogo perde le eccellenze ed in periferia pure, con gli ospedali di Lanciano e Vasto senza particolare appeal. Forse è il caso di voltare pagina, dice la Cisl.
Sebastiano Calella