LA POLEMICA

Premi ai dirigenti: c'è tensione tra direzione Arta e sindacati

Amicone: «chiederei un parere preventivo»

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Premi ai dirigenti: c'è tensione tra direzione Arta e sindacati
PESCARA. L’agenzia voleva chiudere la questione in fretta ma i sindacati frenano.

C’è tensione all’Arta Abruzzo, tra la direzione e i sindacati della dirigenza dopo il mancato accordo sui fondi contrattuali aziendali previsti dal contratto della Sanità.   In occasione della riunione del 15 marzo scorso i vertici dell’Agenzia hanno proposto ai rappresentanti delle sigle sindacali una liquidazione retroattiva dei premi spettanti ai singoli dirigenti nel triennio 2007-2010, il cui ammontare è stato calcolato tenendo conto della sopraggiunta riduzione dei dirigenti da 49 a 33.
Secondo tale soluzione per le indennità di posizione l’ente registrerebbe un risparmio di ben 170mila euro e i dirigenti, da parte loro, percepirebbero le somme immediatamente, come più volte sollecitato, senza dover attendere ulteriori lungaggini burocratiche.
La proposta, la cui fattibilità era in ogni caso subordinata al parere che la direzione Arta avrebbe richiesto alla Funzione Pubblica, non ha però convinto le organizzazioni sindacali, secondo le quali la riduzione di organico ha comportato piuttosto una maggiore mole di lavoro per le 33 unità rimaste in servizio.
I sindacati vorrebbero dunque un ulteriore confronto, ma intravedendo il rischio di contenziosi il direttore generale Mario Amicone è perentorio: «E’ paradossale - dice - che noi vogliamo pagare subito, sanando un ritardo che non è tra l’altro addebitabile alla direzione, mentre loro si oppongono alla proposta di accordo per mero puntiglio. Si appigliano anche al fatto che la Regione Abruzzo, nel calcolo degli incentivi per i propri dirigenti, non avrebbe tenuto conto a loro detta delle riduzioni di organico, ma - osserva Amicone - la Regione non è la Corte dei conti».
Il direttore conferma che «per scrupolo» avrebbe chiesto un preventivo parere alla Funzione pubblica sulla legittimità della  decisione, «ma se continuerà il muro contro muro da parte dei sindacati mi vedrò costretto ad applicare quanto già deciso senza ulteriori rinvii, perché mi preme chiudere la vicenda e soprattutto senza aggravi per le casse dell’Agenzia derivanti da eventuali sanzioni».