UNIVERSITA' L'AQUILA

Inaugurazione anno accademico. Di Orio si difende anche lì

Assente il ministro Profumo, presente Gianni Letta

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 Inaugurazione anno accademico. Di Orio si difende anche lì
L'AQUILA. «Lo sviluppo e la sopravvivenza dell'Università dell'Aquila è stato possibile anche a delle scelte fatte nel post-terremoto».

E' uno dei passaggi chiave della relazione letta dal rettore dell'ateneo del capoluogo, Ferdinando Di Orio, durante la cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico 2011/2012 nell'auditorium della Reiss Romoli. Un evento, l'ottavo e ultimo per il rettore uscente, sul cui clima ha pesato l'inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila che vede Di Orio indagato per abuso d'ufficio e truffa a seguito della vicenda dei maxi affitti per ricollocare le facoltà dopo il sisma. Una scelta che il rettore ha voluto difendere nella relazione con un accenno ma senza esplicitarla. A meno di due mesi dalle elezioni è netta la frattura tra il gruppo del rettore e gli oppositori. All'evento non ha partecipato il ministro per l'Università Francesco Profumo, che ha visitato il capoluogo sabato scorso, ma c'era il dirigente del Miur Daniele Livon.
Presente anche l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, tra i fautori dell'ultimo accordo di programma con il ministero che ha rinnovato l'esenzione del pagamento delle tasse accademiche per il prossimo triennio, tanto che qualcuno aveva addirittura proposto di intitolargli l'università.
E ieri i Giovani Comunisti avrebbero dovuto contestare il ministro Profumo: «avremmo voluto far sentire la nostra voce sull'operato del governo tecnico riguardo l'Università», spiega il coordinatore Matteo Di Genova.
«I primi mesi del governo Monti non hanno migliorato le condizioni degli italiani. Ogni giorno sentiamo parlare di “variazioni di spread”, di ripresa, di uscita dalla crisi, quando l'effettiva situazione del paese è ben diversa: in nome del pareggio di bilancio si richiedono sacrifici a lavoratori e pensionati, mentre l'interesse del capitale finanziario non viene intaccato. Il tutto è sostenuto in maniera bipartisan da Pd, Pdl e Udc».

Per quanto riguarda l'università, spiega ancora Di Genova, «il governo non sembra affatto discostarsi dall'operato dei precedenti, lasciando intendere che il processo avviato di smantellamento dell'università pubblica non è in discussione. Il ministro Profumo ha dichiarato anzi di voler proprio “ripartire dalla riforma Gelmini”, da noi contestata anche con le occupazioni delle facoltà dell'anno scorso.
La trasformazione delle università in fondazioni con l'ingresso dei privati non fa altro che aumentare il divario tra gli Atenei. L'abolizione del valore legale del titolo di studio testimonia l'intenzione di voler creare università di serie A e università di serie B, favorendo un sistema in cui a contare è la provenienza e non il merito».