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Pescara, Piano Regolatore Portuale. Il no dei pescatori

«Loro di mare non sanno niente»

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Pescara, Piano Regolatore Portuale. Il no dei pescatori
PESCARA. Loro hanno detto no. I pescatori del porto di Pescara sono intervenuti sul nuovo piano regolatore portuale approvato dal Comune esprimendo il loro dissenso su alcuni punti del progetto.

Dai costi alle secche alla navigabilità, ai problemi di dragaggio. Non sono stati interpellati, hanno commentato piccati i lavoratori del porto, «siamo noi i competenti in materia e senza chiederci alcun parere, i consiglieri del Comune hanno approvato il progetto di porto di cui non sapevamo nulla».
La giunta comunale di Pescara ha dato l’ok al rapporto preliminare ambientale. Il costo dell'intera operazione riguardante il Prg portuale e' di 110 milioni di euro. I passaggi successivi prevedono l'approvazione della Valutazione di impatto ambientale (Via) e della Valutazione ambientale strategica (Vas).
«Adesso il progetto verrà sottoposto al comandante direzione Marittima di Pescara Luciano Pozzolano», hanno detto i pescatori, «poi la pratica andrà avanti alla Regione. Forse sarà meglio che noi diciamo il nostro parere al comandante, prima che egli dica il suo».
L'intero discorso si inserisce in quello più ampio delle risoluzioni definitive al problema che da sempre attanaglia il porto canale ingolfato dalla diga foranea malamente costruita nel 2000. Proprio il nuovo porto ha di fatto acelerato l'insabbiamento dello scalo che ha bisogno di continui e perpetui dragaggi. Il carico da dieci lo ha messo poi la politica e la burocrazia che di fatto si è dimostrata incompetente ad amministrare le pratiche del dragaggio incorrendo in passi falsi come quello recente che ha generato una inchiesta penle su traffico di rifiuti della prpocura di L'Aquila.

«LORO DI MARE NON SANNO NIENTE»
Sono risentiti i pescatori del porto di Pescara ed hanno messo in luce una serie di aspetti a loro avviso dubbi sul nuovo progetto. Ancora una volta una delle anime che ispirano la marineria è quelal di Antonio Spina ex presidente del comitato porto che già nel 2000 si opponjeva (senza essere ascoltato) alal costruzione della diga foranea.
Tra gli interventi previsti secondo il piano la realizzazione di due nuove darsene, un nuovo molo, lavori alla diga foranea e altri interventi di piccola viabilità nel tratto di strada compreso tra il porto e il mercato ittico. Nel dettaglio, il progetto prevede il prolungamento del porto canale fino a dopo la diga foranea, la costruzione di due vasche per i pescherecci, una maggiore viabilità intorno al porto e interventi nella zona della Madonnina, vicino al ponte pedonale, e al Mercato Ittico, in modo da agevolare l'ingresso del pescato. Il tutto doveva essere concluso entro la primavera di quest’anno....
Secondo i pescatori il progetto di una diga ancora più grande e invasiva di quella attuale, sarà foriera di numerose secche e potrebbe peggiorare le cose.
«Siccome non bastava l’esperienza fatta con le tante secche», hanno dichiarato i pescatori, «causate dall’attuale diga foranea, che cominciano dal primo trabocco e finiscono nell’avamporto,ne hanno disegnato una più grande. Quante secche farà questa nuova diga sia nel bacino pescherecci, sia nel bacino commerciale? E quanti soldi di dragaggio ci vorranno ogni anno, se già adesso ci sono i problemi che sappiamo?». Altro neo è il capitolo costi, (le spese si aggirano intorno a 120/140 milioni di euro con tutti i collegamenti alla terraferma). Anche il consigliere comunale Enzo Del Vecchio (Pd) ha espresso dubbi sulle spese legate al Piano.
Il bacino per i pescherecci, secondo il progetto a nord del fiume, prevede un ingresso per 310°. Con tempo cattivo da greco-tramontana o greco-levante, hanno detto i pescatori, «l’ingresso è ancora peggiore di quello a scirocco di adesso».
A preoccupare di più i lavoratori è una deviazione del fiume «molto problematica e costosa con la conseguenza che esso si intasi proprio nel tratto terminale, più pericoloso, dentro la città».
«Farebbe due curve», hanno aggiunto, «lo sanno anche gli idraulici/tubisti che l’acqua, quando incontra le curve, rallenta. Se il flusso del fiume rallenta, il fango si deposita di più. Quindi il bacino vecchio si intaserebbe ancora di più, con il rischio che, se piovesse più del normale, esca fuori dalle banchine e allaghi mezza Pescara».

m.b.