BANCHE

Nuvole sulle banche abruzzesi: Bls e Carispaq sotto attacco, Chieti resiste, Tercas silenziosa

Potrebbero cambiare a breve gli scenari in regione e crearsi un nuovo assetto

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

3955

Nuvole sulle banche abruzzesi: Bls e Carispaq sotto attacco, Chieti resiste, Tercas silenziosa
ABRUZZO. E’ allarme nel mondo ovattato delle banche abruzzesi, dopo l’attacco dei giorni scorsi con i tentativi di delocalizzare gli organi decisionali di Bls e Carispaq, rispettivamente da Lanciano e dall’Aquila.

Silenzio invece per Tercas e Carichieti, dopo una fiammata della scorsa estate quando sembrava vicino l’assalto di Teramo a Chieti. Un silenzio che potrebbe essere interpretato come l’esito tombale di questo tentativo, visto che il bilancio di Chieti sembra nettamente positivo, mentre quello di Teramo risente di qualche sofferenza in più.
E’ stato Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila, a sollevare la protesta della città che sarebbe “tradita” da un trasferimento del cervello Carispaq fuori Abruzzo. Lo fa in una lettera al presidente della Banca popolare dell’Emilia, al cui gruppo la Cassa appartiene insieme alla Bls: «Caro presidente – scrive Cialente – a gennaio ho apprezzato il vs impegno a sostenerci. Oggi apprendo di un riassetto organizzativo del Gruppo che penalizza L’Aquila con un decentramento della governance. Il che sarebbe percepito come una disattenzione del Gruppo Bper nei confronti di un territorio che vive una situazione di grave difficoltà dopo il terremoto. Le sarò grato se vorrà rassicurarmi sul mantenimento degli organi decisionali di Carispaq all’Aquila, per evitare il dissolversi dell’importante legame esistente tra comunità e banca locale, costruito nel corso dei 153 anni di vita della nostra Cassa di Risparmio». Per l’Aquila, conclude Cialente, in questo momento è importante che la Carispaq SpA mantenga il proprio ruolo di «banca del territorio». Cialente si affida al “cuore”, ma in realtà è preoccupato dell’impatto negativo sull’occupazione, visto che il trasferimento degli organi della banca fuori Abruzzo significa tagli al personale e chiusura di agenzie. Difficile però prevedere la risposta, anche se il richiamo al rispetto della tradizione potrebbe essere insufficiente a bloccare la riorganizzazione Bper che interessa anche Lanciano. Perché le banche conoscono solo il profitto e non vanno “dove ti porta il cuore”, ma dove ci sono gli affari. Ed in questo momento di debolezza dell’economia abruzzese è molto difficile presidiare il  territorio.
Operazione che sembra per il momento essere alla portata di Carichieti, che si candida a rimanere più forte sul territorio: è riuscita infatti a presentare un bilancio con un utile netto di diversi milioni, dopo aver pagato tasse per 7,5 mln e aver assorbito perdite di 20 mln su vecchie operazioni, come Flash Bank. Il che consentirà la ripresa del credito alle piccole e medie industrie, oggi in crisi di astinenza da finanziamenti bancari. Ma il bel tempo sui bilanci della banca ha fatto risvegliare le contestazioni all’interno della Fondazione Carichieti, che controlla l’80% della Cassa. Infatti hanno ripreso fiato le voci di dissenso che già all’epoca dell’assalto Tercas avevano criticato quella presidenza non molto reattiva contro Teramo. Ora nel mirino delle ultime contestazioni ci sono i ritardi e le spese per la ristrutturazione ed il restauro di Palazzo De Majo, rimasto ancora vuoto a più di un anno dalla sua inaugurazione e dopo una spesa di oltre 10 mln. E piazzato lì sul Corso Marrucino, nel cuore di Chieti, come immagine di scarsa efficienza. Non si tratta dei vecchi contrasti sui materiali utilizzati per il restauro o sull’autenticità degli arredi, ma delle critiche al bilancio della Fondazione, uscita indenne dopo l’intervento della Banca d’Italia su Carichieti, ma anche un pò ferma come suggerisce il fantasma di questo Palazzo. Forse però è solo l’antipasto in vista del rinnovo della Fondazione stessa. Tercas invece tace e sembra poco attiva, alle prese com’è con problemi interni di riorganizzazione e di rivisitazione del management che ha visto sostituzioni importanti.
Sebastiano Calella