IL CASO

Affitti università L’Aquila, «serve una relazione dettagliata per fare chiarezza»

Non si spengono le polemiche sugli affitti ex Optimes

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 Affitti università L’Aquila, «serve una relazione dettagliata per fare chiarezza»
L'AQUILA. Un gruppo di docenti torna a chiedere «una relazione circostanziata e completa» sulla vicenda degli affitti gonfiati.

E’ costata cara all’Università de L’Aquila la volontà di voler trovare subito dei nuovi spazi per studenti (6.000) e docenti (1.600 quelli di ruolo) dopo il terremoto dell’aprile 2009. L’istituzione universitaria non ha spuntato solo prezzi di mercato nettamente superiori alla media (vedasi ex Optimes) ma il rettore Ferdinando Di Orio e l'ex direttore amministrativo Filippo Del Vecchio, hanno rimediato anche un avviso di garanzia per truffa e abuso d'ufficio.
A chiedere chiarimenti adesso è il professor Pierluigi Beomonte Zobel, rappresentante dei professori associati nel Cda dell'Ateneo. La richiesta arriva a una settimana da quando è uscita la notizia delle indagini che riguardano il vertice dell’Università per truffa e abuso d'ufficio in merito all'affitto dell'ex-Optimes e la conferenza stampa del rettore.
Una conferenza stampa che per Beomonte Zobel sarebbe stata «quanto mai inopportuna» e che non avrebbe fornito elementi chiarificatori.
In una nota inviata al rettore, Zobel sottolinea «ora sia ben chiara una cosa: io sono un garantista e quindi per me lei é innocente fino a che un processo non dovesse affermare il contrario. Ma è altrettanto vero che lei ci deve delle spiegazioni su questi contratti, lei non può trattare il consiglio di amministrazione come lo ha trattato, lei non può disattendere le legittime richieste di un consigliere».
Il docente punta il dito sull'affermazione riportata in conferenza stampa dal rettore il quale nel professare la sua estraneità ai fatti, ha spiegato che «il direttore amministrativo mi fu chiesta una firma che misi lì perché ritenevo e ritengo che non ci sia stato niente di doloso in questa vicenda». «E lei rettore - scrive Zobel - mette una firma su un contratto che impegna l'Università per oltre 10.000.000 di Euro e non si preoccupa neanche di dare un'occhiata al contenuto, anzi lo analizza e vede che non c'é il dolo? E la mancanza della clausola di rescissione ? E il milione di euro in contanti come caparra? E i tre milioni di euro di lavori per i quali Gallucci ci presenta un computo metrico ? E la mancanza di un bando di gara sia per l'affitto sia per i lavori di ristrutturazione ? Se non c'é dolo c'é sicuramente una forte irresponsabilità e una pessima gestione del denaro pubblico a vantaggio di un privato».
Nei giorni scorsi il presidi della Facoltà di Economia Fabrizio Politi, la preside della Facoltà di Psicologia Fernanda Amicarelli, e la preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Grazia Cifone, avevano difeso a spada tratta Di Orio parlando di «accuse strumentali» e di «un massacrante ed infamante attacco mediatico».
I tre avevano ribadito fiducia al rettore e al suo «pieno senso delle istituzioni, l'assoluta onestà e l'infaticabile laboriosità a vantaggio esclusivo dell'Ateneo».