IL CASO

‘Città dello Sport’, Confcommercio chiede la nota spese. Ancora silenzi

Già due esposti in procura, impossibile sapere come si è speso

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‘Città dello Sport’, Confcommercio chiede la nota spese. Ancora silenzi
PESCARA. La Confcommercio manifesta «profonde perplessità» in merito alla decisione, assunta dalla Camera di Commercio di Pescara, di partecipare con 30.000 euro all’iniziativa “Pescara Città dello sport 2012”.

Il Comune ha versato fino a questo momento 110.000 euro per l’iniziativa, la Provincia 10.000 euro, la Camera di commercio 30.000 euro e il Coni 77.000 euro «in servizi». Come si siano spesi, però, nessuno sa dirlo e chi prova a chiederlo riceve solo porte in faccia. Adesso la Confcommercio non contestata solo la cortina di fumo che si alza ogni qual volta qualcuno provi a chiedere conto delle spese ma anche il finanziamento stesso. Per l’associazione, infatti, la manifestazione, «seppur meritoria», non rientrerebbe nei fini istituzionali della Camera di Commercio, in quanto quest’ultima «può favorire solo eventi a sostegno delle imprese, dell’economia e dell’occupazione».
A queste perplessità si va ad aggiungere la trasparenza che non è il punto di forza dell’iniziativa sportiva in questione. Si contano fino ad oggi almeno due esposti presentati alla procura della Repubblica proprio per tentare di dipanare la questione ed arrivare ad una risposta: come sono stati usati questi 220 mila euro?
Se lo sono chiesti anche i consiglieri di Fli Massimiliano Pignoli e Fabio Di Paolo che hanno firmato una denuncia contro il dirigente allo sport Tommaso Vespasiano. Stessi interrogativi per il consigliere dell'Idv Adelchi Sulpizio che li aveva preceduti e presentato un esposto in procura contro il sindaco Luigi Albore Mascia. Tutti con le stesse accuse: impossibile vedere i documenti (pubblici).
Intanto il Comune tenta di tirarsi fuori e l’assessore allo Sport Nicola Ricotta sostiene che «i costi e le fatture delle spese sostenute per ‘Città Europea dello Sport 2012’ vanno chiesti non all’amministrazione comunale, ma al Comitato Città Europea dello Sport 2012 che è un Organismo autonomo, con un proprio Statuto, sul quale il Comune non esercita il controllo analogo previsto per le società partecipate». Nella prossima seduta del Comitato, del quale, oltre al Comune, fanno parte anche Provincia, Camera di Commercio e Coni, sarà riproposta la possibilità di dare le carte richieste dai consiglieri comunali d’opposizione. Ma dovrà esserci il parere positivo unanime di tutti i componenti.
E tra chi ha avanzato la richiesta questa volta c’è anche la Confcommercio che racconta che a gentile domanda non è seguita una risposta concreta: «con immenso stupore», raccontano, «ci è stato negato l’accesso agli atti in quanto, a detta del presidente Becci, tale richiesta deve essere rivolta al Comitato Organizzatore dell’evento, che deciderà il 22 marzo prossimo».
Dall’associazione di categoria si augurano che dietro il rifiuto alla consegna della documentazione - richiesta dal presidente Ardizzi nella propria qualità di consigliere camerale - «non vi siano motivazioni di altro genere». Fra l’altro, ricordano, il mancato rispetto dell’obbligo di trasparenza da parte della Camera di Commercio «fa sorgere l’eventualità del perpetrarsi di abuso d’ufficio».
La Confcommercio pretende che l’utilizzo delle disponibilità finanziarie dell’ente camerale, costituite dai diritti annuali versati dalle imprese, venga «pienamente e senza omissioni reso noto a queste ultime, a tutela della trasparenza dovuta a norma di legge».