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Ricostruzione L’Aquila, si ricomincia con il passo di Mario Monti

«Superare le divergenze». Ma da Cialente ancora accuse

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Ricostruzione L’Aquila, si ricomincia con il passo di Mario Monti
L’AQUILA. Per il commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi il governo Monti continua a lavorare per la città distrutta dal terremoto «con lo stesso impegno profuso dal precedente».

Il governatore non ha dimenticato di ringraziare Silvio Berlusconi e la presenza dell’ex sottosegretario alla presidenza Gianni Letta è stata sabato scorso la materializzazione di una continuità ostentata e mostrata volutamente a tutti per ricordare chi, fino a pochi mesi fa, aveva in mano le redini dell’emergenza.
«Un saluto particolare a un abruzzese eccellente, fonte perenne di equilibrio e saggezza nella politica», ha detto Monti prima di cominciare la conferenza stampa, sabato pomeriggio a L’Aquila. Letta ha ringraziato ed è entrato in sala (se ne stava dietro la porta). In serata ha partecipato anche alla cena in un ristorante di Camarda, insieme al premier, ai ministri Barca, Cancellieri e Profumo, al presidente della Regione e Commissario per la Ricostruzione Gianni Chiodi, al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, e al presidente della Provincia, Antonio Del Corvo.
E tra una portata e l’altra (cibi molto leggeri e tutti aquilani) si sono poste le basi per avere il graduale utilizzo dei due miliardi di euro dell'Inail, annunciati, ma ancora non disponibili; 600 milioni di euro sono stati inseriti dal ministro Barca nella proposta di futura governance della ricostruzione.
Questa settimana si svolgerà un incontro tra il ministro Barca, il direttore generale dell'Inail, Giuseppe Lucibello, e il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi: quest'ultimo ad inizio cena, intorno alle 20, aveva posto il problema al premier Monti e al ministro dell'Interno Cancellieri. Singolari le modalità operative, considerato fosse sabato sera: Cancellieri ha telefonato a Lucibello che poi, a sua volta, intorno alle 22 ha sentito Chiodi. Da lì la convocazione del confronto per questa settimana.
Nel pomeriggio il premier, accompagnato dalla moglie e dal ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, ha visitato il centro storico a tre anni dal terremoto. Ad accoglierli davanti a ciò che resta della Casa dello studente, il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi e l’immancabile Gianni Letta.
«L'impressione che si ha è di straordinaria bellezza anche così», ha detto il premier. Il ministro Cancellieri ha assicurato che per il lavoro del post-terremoto a L'Aquila e nel cratere sismico, «stiamo lavorando molto bene per cui non ci sono infiltrazioni mafiose. C'è un'intensa attività perchè ciò non avvenga e i controlli sono serrati e mirati».

PROFUMO CON GLI STUDENTI: «LO STATO DOVEVA DARVI DI PIU’»
Le scuole, le università e i centri di ricerca «sono la vita della città», ha detto invece il ministro dell'Istruzione e dell'Università, Francesco Profumo, visitando all'Aquila l'istituto superiore Ipsiasar nel quale ha incontrato i dirigenti scolastici e gli studenti del cratere del terremoto.
I dirigenti scolastici abruzzesi hanno chiesto l'integrazione di docenti per il prossimo anno scolastico in Abruzzo e nel cratere del terremoto. «Stiamo lavorando in questa direzione»; ha detto Profumo. I dirigenti scolastici hanno chiesto 100 posti in più rispetto ai 260 autorizzati in deroga per l'anno scolastico in corso e di questi 100, 60 da destinare all'Aquila. Rispetto al personale Ata (Aiutanti tecnici amministrativi) la richiesta è stata di ulteriori 350-400 unità, di cui 65 in più per le scuole dell'Aquila. «Lo Stato avrebbe potuto aiutarvi di più», ha ammesso il ministro tecnico.

BASTA SCONTRI, MA CIALENTE INSISTE
«E' arrivato il momento di lasciarsi alle spalle inutili diatribe», ha chiesto più volte il commissario Gianni Chiodi, «sul senso dei piani e prendere atto della loro utilità e necessità per rendere ai cittadini il senso di come si vorranno le città tra dieci, quindici anni». Ma anche sabato il sindaco Cialente ha continuato a fare polemica e ribadito che i ritardi sono da imputare a «chi ha potuto pensare che L'Aquila potesse essere ricostruita con un commissario, e così sono saltati i ponti della linearità dei rapporti istituzionali. Non esiste democrazia senza chiarezza dei ruoli e delle responsabilità».
«I cittadini non hanno capito quali sono i livelli di gestione, ecco perché oggi siamo in queste condizioni – ha attaccato di nuovo Cialente - si fatica a ricostruire fiducia». Poi, rivolto al ministro Barca, presente, ha aggiunto: «Qui non si tratta tanto, come ha detto Barca, di ricostruire una ordinarietà della ricostruzione, quanto di ristabilire l'architettura democratica istituzionale di questo Paese: altrimenti non c'é nessuna aspettativa da parte della gente».
Il sindaco ha denunciato come la sua città - dopo la prima ondata emotiva - sia stata abbandonata a se stessa: «Io lo vedo il pessimismo, l'ho visto crescere giorno dopo giorno. Perché, finita l'emergenza con il suo aspetto mediatico noi siamo stati abbandonati a noi stessi e da due anni è tutto fermo».
Il premier, invece, nel lodare apertamente l'intesa raggiunta sulla ricostruzione del sisma tra Confindustria e sindacati si è augurato, parlando del nuovo modello di lavoro e ammortizzatori sociali, che questa collaborazione tra istituzioni possa essere raggiunta «lo stesso per l'Italia superando visioni particolari». L'esempio del Forum dell'Ocse testimonia la capacità secondo Monti di superare anche all'Aquila quelle tensioni tra istituzioni che sono emerse dopo la fase emergenziale.
Nel suo discorso al Forum dell'Ocse Mario Monti ha detto chiaramente, parlando di ricostruzione, che «qui la sfida è collettiva: spetta agli enti locali la strategia dello sviluppo con fiducia reciproca, quel comune sentire di relazioni che trovo ricostruite e che mancavano da anni. Il governo dal canto suo accompagnerà il processo favorendo in modo alto la ricostruzione», ha garantito il premier.