IL CASO

Scontro tra Di Primio e Zeman. Il sindaco: «mezzo rom». L’allenatore: «ignorante»

Il sindaco di Chieti: «se Pescara va in A non festeggerò»

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Zeman

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CHIETI. «A me dà fastidio se uno è ignorante sulle razze e sulla storia delle varie etnie».

Così l'allenatore del Pescara, Zdenek Zeman, ha replicato agli insulti lanciati dal sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, venerdì scorso, nel corso di una trasmissione televisiva: Di Primio aveva definito il boemo un «mezzo rom», mentre oggi su Facebook ha parlato di semplice battuta, chiedendo scusa.
«Il sindaco fa polemica - ha commentato Zeman - perché è di Chieti. Deve fare e dire qualcosa per i suoi concittadini, per il suo popolo, anche forse per avere qualche voto in più quando ci saranno le elezioni. Il sindaco probabilmente ignora le etnie. Forse non conosce queste cose. Non so se così parlando voleva offendere i Rom, oppure il sottoscritto».
Nei giorni scorsi i tifosi di Chieti - in accesa rivalità da sempre con il Pescara - avevano reagito in maniera esagitata all'annuncio che Zeman fosse tra i finalisti del Premio "Prisco" 2012: prima sul web, poi sui muri della città, sono comparsi i manifesti contro il tecnico biancazzurro. «Zeman a Chieti non lo vogliamo! - si legge nei manifesti - Basta con questa ondata di pescaresità e non, a tutti i costi. Chieti merita rispetto».
«Ok la battuta su Zeman me la potevo risparmiare (ma sapete quanto m'importa a me di Zeman?)», ha scritto ieri il sindaco sulla propria pagina Facebook, «così non avrei alimentato tutto questo inutile chiacchiericcio fatto da chi vorrebbe strumentalizzare politicamente e da chi cerca il pretesto per esasperare una contrapposizione (Chieti/Pescara) che accetto solo fino a quando si limita allo sfottò goliardico e campanilista. Se volete saperla tutta», continua il sindaco, «trovo stucchevole e sciocco sia il risentimento per la battuta goliardica, sia l'esaltazione della stessa. Che io sia orgogliosamente legato alla mia città non è un segreto. Che io ami la mia Chieti lo sanno tutti. Questo però non vuol dire che per le altre città provi odio...per vero odio solo la sciocchezza e l'arroganza. Sono un campanilista (portatore sano di una bella malattia che è la passione per la propria terra e bandiera), difendo da sindaco la mia città (contro tutto e tutti), ma penso all'Europa, al mondo e guardo il microcosmo Abruzzo, e quello che contiene, quindi anche Pescara (chiaro?)».
«Per passare a considerazioni più leggere e parlare di calcio», va avanti Di Primio, «se il Pescara va in serie A meglio per chi fa il tifo per il Pescara... e per l'Abruzzo, Chieti compresa questa volta. Se succederà, vorrà dire, sperando che qualcuno da fuori segua la propria squadra, che Chieti...l'Abruzzo, potranno sfruttare la situazione per promuovere le proprie bellezze ed attrazioni turistiche. Insomma se il Pescara sale io non verrò alla festa (nemmeno mi inviteranno credo), ma neppure piangerò. Quanto all'invidia di cui qualcuno m'accusa, debbo dire che è un sentimento che non conosco, neppure nel calcio. Chieti non punta alla serie A calcistica (noi siamo nati per soffrire), l'abbiamo conosciuta però e la conosciamo in altri sport. Chieti si candidata per la massima serie di altro, eventi culturali, siti archeologici, teatro, qualità della vita (avremmo bisogno di tanti nuovi posti di lavoro) etc.. Insomma Chieti farà e fa quello che tremila anni di storia, seppur con fatica, consentono di fare. Buona domenica a tutti ed evitate, se potete, di utilizzare sulla mia bacheca un linguaggio volgare».
Poco dopo Di Primio ha scritto un altro messaggio: «mi dicono che tutto questo polverone, ovviamente io avrei fatto bene a farmi i fatti miei, l'ha alzato la Sclocco che nel confronto televisivo non ha detto nulla ma poi ha riferito parzialmente la mia battuta alimentando questa inutile polemica. Spero sia finita. Inviterò il boemo Zeman...». Il premio "Prisco" verrà assegnato a Chieti il prossimo 7 maggio.