SANITA'

Ospedale Atri, Luciano Monticelli promette battaglia

L’ufficialità dei tagli fa infuriare il sindaco di Pineto

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Ospedale Atri, Luciano Monticelli promette battaglia
PINETO. Il primo cittadino contesta l’indifferenza verso le proteste della popolazione.

«Questo non è altro che un accanimento contro l’intero comprensorio». Il sindaco di Pineto Luciano Monticelli torna ad alzare la voce contro l’atto aziendale della Asl, adottato dalla direzione generale lo scorso 6 marzo. Una convalida che, come sottolinea lo stesso primo cittadino, «getta a mare le mobilitazioni, le proteste e le istanze di una comunità che ha manifestato pubblicamente e ripetutamente la sua contrarietà alla trasformazione del nosocomio atriano».
Con l’adozione dello scorso 6 marzo, l’atto aziendale ha infatti reso definitivo il declassamento dell’unità di anestesia e rianimazione del San Liberatore di Atri a Struttura Semplice a Valenza Dipartimentale. «Non solo – lamenta Monticelli –. Psichiatria sarà ridotta a UOSD Centro di Salute Mentale e Urologia diventerà Day Surgery».
E ancora: il Centro di Riferimento Regionale di Auxologia e Nutrizione Pediatrica verrà declassato a struttura semplice, mentre resta ancora da capire quale destino toccherà all’Utic.
«Si tratta di una chiara strategia politica – sottolinea il sindaco di Pineto –. L’atto aziendale è stato tirato fuori prima della pronuncia del Consiglio di Stato, prevista per il 28 marzo, che a questo punto potrebbe anche non entrare nel merito. Ma ciò che più non sopporto è il fatto di essere stato preso in giro assieme ai tanti cittadini che hanno protestato».
Il riferimento è alle rassicurazioni del sindaco di Atri, Gabriele Astolfi, che nel corso dei Consigli comunali ha più volte invitato a stare tranquilli.
«Questo è il risultato – continua Monticelli – e a questo punto diventa difficile non pensare che si tratti di una politica fallimentare. Il centrodestra sta sfiancando la comunità, accanendosi contro un ospedale e, in questo modo, contro un intero territorio. È per questo che torneremo ad alzare la voce, perché le proteste dei cittadini non cadano nel nuovo, visto che ad oggi sembra che non siano valse a nulla».