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Pescara, arriva l’Imu. «Salvaguardiamo le fasce deboli»

Restano invariate Tarsu e Irpef

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Pescara, arriva l’Imu. «Salvaguardiamo le fasce deboli»
PESCARA. Per il 2012 il Comune di Pescara non aumenterà l’addizionale Irpef, ferma allo 0,49 per cento.

«Per ora possiamo già ufficializzare», ha spiegato l’assessore alle Entrate Massimo Filippello, «che, come deciso in maggioranza, l’aliquota ordinaria sull’abitazione principale sarà pari al 4 per mille, prevedendo però una serie di agevolazioni che consentiranno a Pescara di avere comunque l’imposta più bassa d’Italia. Restano invece ancora da definire le aliquote per tutte le altre unità immobiliari, come case sfitte o strumentali, ossia a uso ufficio, così come i meccanismi di versamento dell’imposta stessa che il Governo non ha ancora indicato».
L’ Irpef comunale resta fissa allo 0,49 per cento con fasce di esenzione sino a un reddito di 15mila 50 euro. La Tarsu, invece, ha una tariffa sempre più bassa della media nazionale, ossia 1,66 euro a metro quadrato a Pescara a fronte di 1,85 dato nazionale.
«Purtroppo il Governo Monti ha previsto in via sperimentale l’introduzione dell’Imu al 2012», continua Filippello, «tuttavia cercheremo di salvaguardare a ogni costo le fasce più deboli della popolazione. Per ora possiamo comunicare che l’aliquota ordinaria sull’abitazione principale sarà pari al 4 per mille. Su tale imposta abbiamo però previsto un’agevolazione, unica in Italia, dello 0,3 per mille per i nuclei familiari composti da almeno due persone che abbiano contratto un mutuo ipotecario per l’acquisto dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, censita esclusivamente in una delle categorie catastali da A/2 ad A/5, e relative pertinenze, ovvero tutti gli immobili ad esclusione delle ville».
I componenti di tali nuclei familiari non devono possedere sul territorio nazionale altre unità immobiliari oltre all’abitazione principale e devono avere, un reddito lordo non superiore a 30mila euro.
Questa agevolazione permane anche in caso di decesso di uno dei due coniugi, avvenuto successivamente alla stipula del contratto di mutuo, fermo restando il possesso dei requisiti precedenti. Per abitazione principale la legge intende qualunque immobile in cui i componenti il nucleo familiare abbiano la residenza anagrafica e la dimora abituale, ovvero residenza e domicilio.
«Ricordiamo che per legge è prevista anche la detrazione di 200 euro e di ulteriori 50 euro per ogni figlio, fino a 26 anni di età, che abbia la residenza nella dimora abituale, fino a un massimo di 8 figli, a tutela delle famiglie numerose».
E ancora: mentre con l’Ici le pertinenze all’abitazione principale poteva essere una sola, ora verranno considerate tutte le pertinenze, ossia una per ogni categoria catastale C2, C6, C7, ovvero magazzini, locali di deposito, garage, box o posto auto, soffitta, cantina e tettoie, che verranno assimilate all’abitazione principale e usufruiranno dell’analogo ordine.
«Purtroppo con l’Imu – ha proseguito l’assessore Filippello – lo Stato ha sostanzialmente imposto ai Comuni di essere finanziariamente autonomi: consideriamo che per quest’anno abbiamo previsto su Pescara minori trasferimenti per 14 o 15 milioni di euro, ma tutti i Comuni si troveranno in difficoltà per coprire quei minori trasferimenti. A oggi non possiamo ancora sapere quali saranno le aliquote che andremo ad applicare sugli immobili diversi dalle abitazioni principali. Possiamo dire che l’aliquota ordinaria fissata dallo Stato è pari al 7,6 per mille, di cui il 3,8 per mille andrà allo Stato e il 3,8 per mille ai Comuni, e che riguarderà gli immobili locali, strumentali, ossia adibiti ad attività d’impresa, o sfitti, come le seconde case, dunque locali a uso commerciale».