RICOSTRUZIONE & INCHIESTE

Inchiesta sui moduli abitativi removibili: 5 a giudizio

L’inchiesta partita da una denuncia di un cittadino. La posizione del sindaco Cialente archiviata

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Inchiesta sui moduli abitativi removibili: 5 a giudizio
L’AQUILA. La procura della Repubblica dell'Aquila ha chiesto al gup il rinvio a giudizio per le cinque persone indagate nell'ambito di un'inchiesta sulla realizzazione, mai avvenuta, di moduli abitativi removibili (Mar), come alloggi temporanei per dare accoglienza agli sfollati nel post terremoto.

Si tratta di Massimiliano Cordeschi, ex direttore generale del Comune dell'Aquila, Domenico De Nardis, dirigente dell'Avvocatura comunale, Renato Amorosi, dirigente comunale del settore Territorio, Eugenio Vendrame, comandante della Polizia municipale, e Luigi Palmerini, imprenditore.
I reati ipotizzati a vario titolo sono di abuso d'ufficio, turbativa d'asta e abuso edilizio. In un primo momento era entrato nell'inchiesta anche il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, per lui c'era l'accusa di rifiuto di atti d'ufficio ma successivamente il pm Simonetta Ciccarelli aveva archiviato la sua posizione. L'indagine era partita dopo la denuncia di S.P., che aveva risposto a un avviso pubblico per la vendita di un terreno in località Sant'Antonio: dopo aver versato il deposito cauzionale di 22 mila euro, non aveva più avuto notizie della pratica. La vicenda suscitò molte polemiche politiche, sfociate anche in Consiglio comunale, in particolare con una mozione bipartisan, a seguito della quale Cialente decise di ritirare la delibera contestata.
L'udienza è stata fissata al 31 maggio prossimo.