PESCARA

Corte dei Conti ‘richiama’ il Consiglio comunale. Ma Mascia nasconde le carte

La denuncia del Pd: «sconcerto e preoccupazione»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3529

Corte dei Conti ‘richiama’ il Consiglio comunale. Ma Mascia nasconde le carte
PESCARA. Solo per puro caso, dopo una ricerca su internet, i consiglieri comunali del Pd hanno recuperato copia di una delibera della Corte dei Conti.

Un documento datato 28 luglio 2011 e indirizzato al sindaco di Pescara ed al presidente del Consiglio Comunale di Pescara nel quale si chiede l’adozione da parte del Consiglio comunale di «urgenti misure correttive». Si contesta la mancata approvazione del rendiconto nei termini di legge e la «presenza di residui passivi titolo II superiori ai residui attivi titoli IV e V, per una differenza complessiva pari a 22.691.846,53 euro».
A questa lettera non ci sarebbe stato alcun riscontro dei destinatari tanto che la Corte dei Conti a gennaio 2012 ha inviato una nuova comunicazione, questa volta indirizzata al sindaco ed al responsabile del servizio finanziario del Comune, per contestare l’inerzia del Consiglio Comunale e per assegnare un ulteriore termine di trenta giorni dal ricevimento, per ottemperare a quanto richiesto.
Scaduto questo tempo la Corte ha annunciato che avrebbe adottato «i provvedimenti di competenza».
Solo il 1° di febbraio del 2012 il dirigente della Ragioneria del Comune di Pescara, «senza il coinvolgimento del Consiglio», denunciano dal Pd, ha inviato alla Corte dei Conti una nota interlocutoria in attesa del pronunciamento del Consiglio comunale.
Anche il secondo termine indicato è scaduto, dunque, e i consiglieri di minoranza si domandano come sia possibile che non siano mai stati informati di quanto avvenuto e come mai il Consiglio comunale non sia mai stato chiamato in causa per apportare i «provvedimenti correttivi richiesti».
«E’ inspiegabile», denunciano Alberto Balducci, Enzo Del Vecchio e Gianluca Fusilli, «come una comunicazione di questa importanza sia stata tenuta nascosta al Consiglio Comunale».
I tre hanno inviato una diffida al sindaco, al presidente del Consiglio, al collegio dei revisori per chiedere di avere «in tempo reale» tutta la documentazione relativa alla lettera della Corte dei Conti e che nel primo Consiglio comunale utile si chiarisca questa vicenda «per la discussione e la successiva deliberazione di ogni atto correttivo necessario ad evitare i provvedimenti di competenza richiamati dalla Corte».
«Ad oggi», chiudono i tre, «rimane lo sconcerto e la preoccupazione per quanto accaduto e la conferma che l’amministrazione Mascia si caratterizza ogni giorno che passa per una forte volontà di nascondere all’opinione pubblica ed agli stessi amministratori l’andamento reale della gestione amministrativa comunale».