IL CASO

Discarica Valle dei Fiori. Aciam ridisegna la mappa: 5 pozzi spia anziché 3

Sul costo non c’è certezza: sui 150.000 euro l’uno

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  Discarica Valle dei Fiori. Aciam ridisegna la mappa: 5 pozzi spia anziché 3
GIOIA DEI MARSI. Melius abundare quam deficere. I latini non si sbagliavano.

E così l’Aciam costretta a rivedere l’ubicazione dei due pozzetti spia ad uso umano per il controllo delle falde della futura discarica Valle dei Fiori, ha sfoderato dal cilindro un piano B.
5 pozzi anziché 3 come previsti legge (uno a monte e due a valle) per verificare la tenuta e l’impermeabilizzazione e l’eventuale passaggio del percolato della realizzando discarica.
E’ Franco Gerardini dirigente regionale del Servizio Gestione Rifiuti a mostrare il nuovo prospetto. I pozzi a prima vista fanno cerchio attorno all’area.
«Non conosciamo ancora i dettagli», ha dichiarato a PrimaDaNoi.it, «non abbiamo ancora avuto modo di studiarli» ma l’ingegnere che lavora al fianco del dirigente fa una stima approssimativa dei costi, intorno ai 150.000 euro l’uno. Sul progetto Gerardini, poi, parla chiaro: «bisogna valutare; se vanno bene si fanno, altrimenti niente».
E ovviamente, ha precisato che non saranno ad uso umano. In origine erano stati scelti due pozzi in località La Rupe e nell’abitato di Venere, entrambi potabili, di proprietà del Cam (Consorzio acquedottistico marsicano) che non aveva autorizzato l’Aciam ad utilizzarli.
Anche l’Arta è intervenuta sulla polemica pozzi in particolare sulle dichiarazioni dei consiglieri Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista) ed Antonio Saia (Comunisti italiani)
I due hanno chiesto chiarimenti alla Regione sull’Arta che, secondo loro, «oltre a non aver censurato l’intenzione dell’ Aciam di voler adibire a tale uso dei pozzi ad uso idropotabile ha ritenuto che i punti di monitoraggio delle acque sotterranee di un sito di discarica debbano realizzarsi solo “qualora tecnicamente ed economicamente possibile”».
«Non c’è stata nessuna valutazioni discrezionali dell’Arta», ha risposto l’ente a stretto giro, « bensì valutazioni tecniche espresse in base agli obblighi di legge vigenti (Linee Guida sulle Migliori Tecnologie Disponibili, che dall’art. 5 c del Decreto legislativo 152/06). La dicitura “qualora tecnicamente ed economicamente possibile” è stata estrapolata dal parere tecnico che l’Arta ha rilasciato in data 9 gennaio 2012 in merito ai punti di monitoraggio originariamente indicati dall’Aciam e che, si sottolinea, sono stati rivisti proprio perché a conclusione della stessa nota del 9 gennaio l’Arta invitava l’azienda ad individuarli in un’area “più prossima” alla discarica».
La Direzione dell’Arta Abruzzo ha anche precisato che la proposta presentata dalla ditta Aciam per la localizzazione dei piezometri finalizzati al monitoraggio delle acque sotterranee è tuttora al vaglio del Distretto provinciale de L’Aquila.