RICOSTRUZIONE

Terremoto, il giorno di Barca: «ora semplificazione e rigore». Rischi mafie? «Sotto controllo»

Chiodi insiste: «si è fatto il miracolo»

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Barca e Chiodi

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L’AQUILA. Lo stato di emergenza sarà prorogato fino alla fine del 2012.

La misura sarà contenuta nel provvedimento che verrà emanato nel giro di una settimana dal ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, arrivato oggi a L’Aquila. Lo ha reso noto lo stesso ministro, sottolineando anche che il contributo di autonoma sistemazione, uno dei sostegni decisi per i terremotati, sarà garantito fino a fine anno senza alcuna decurtazione. La proroga dell'emergenza non produrrà tagli di personale al servizio assistenza alla popolazione affidata al Comune dell'Aquila dopo il passaggio di consegne dalla Sge (Struttura per la gestione dell'emergenza), che nel nuovo piano sarà cancellata.
E a pochi giorni dal terzo anniversario del terremoto che ha colpito la città e i comuni limitrofi si cominciano ad avere notizie sui soldi stanziati: 10,6 miliardi di euro (di cui 10,5 di fonte pubblica), 2,9 mld dei quali relativi agli interventi per l'emergenza e i restanti 7,7 mld destinati agli interventi per la ricostruzione.
«Per prima cosa», ha detto Barca, «bisogna creare un albo delle ditte edili presso la prefettura perché non ci siano da un lato infiltrazioni mafiose e dall'altro la garanzia della qualità dei lavori - ha proseguito - è inoltre opportuno che tra i soggetti che attueranno i progetti ci possa essere una reale concorrenza, e per ultimo garantire che i lavori siano eseguiti in tempi giusti e quindi fare in modo che ci siano sanzioni per gli eventuali ritardi. Abbiamo stabilito che entro il 31 agosto prossimo tutte le pratiche della ricostruzione delle unità abitative siano portate a termine e da quella data si possa avviare la ricostruzione anche dei centri storici».
Il lavoro della filiera autorizzativa è stato confortante: entro aprile saranno autorizzati i lavori per tutte le pratiche relative alle abitazioni classificate "E" presentate entro il 31 agosto 2011, entro agosto prossimo le altro.
Con la partenza della ricostruzione privata pesante, «rischi di infiltrazioni mafiose all'Aquila ci sono, ma i controlli finora sono stati efficaci», ha detto Chiodi. Il prefetto dell'Aquila, Giovanna Iurato, ha spiegato come sul fronte della lotta al crimine organizzato la Prefettura abbia già effettuato, nell'ambito della ricostruzione pubblica, 20 interdizioni a ditte il cui collegamento con le mafie è stato "acclarato", così come sono state controllate 4.000 aziende.
«Su altre 80 ditte - ha spiegato Iurato - c'é qualche perplessità e quindi la Prefettura ha emesso 80 provvedimenti atipici per far decadere queste ditte di diritto dall'appalto. E' un potere discrezionale della Prefettura laddove si identifichi un fumus. Ma molto adesso spetta ai privati».
Proprio alla luce di questa esperienza della Prefettura aquilana, il prefetto ha spiegato che lunedì, a Roma, ci sarà presso il ministero una riunione di tutti i Prefetti per uniformare e omologare i criteri di valutazione e certificazione della documentazione antimafia da rilasciare alle aziende in caso di appalti pubblici.

IL FUTURO E L’ENTUSIASMO DI CIALENTE
Semplificazione e razionalizzazione della governance, con la cancellazione dei due vice commissari - quello per l'emergenza e quello dei beni culturali - e della struttura per la gestione dell'emergenza (Sge): sono questi i punti più significativi alla base della proposta operativa della governance del terremoto.
Barca ha sottolineato «che le funzioni dei due vice commissari saranno in capo al commissario per la ricostruzione, come anche il consulente legislativo. Ci sarà anche una riduzione dei membri del comitato scientifico - ha detto Barca - e saranno istituiti i centri unificati nei Comuni per l'esame delle pratiche. Quanto metteremo in campo sarà l'inizio di un forte avviamento verso la normalità».
«Adesso», ha commentato Cialente, «si pone il problema su come organizzare. Sparisce la Sge, finiscono i vice commissariamenti, finisce quella confusione nella quale a volte mi sono perso anch'io. I fondi per l'emergenza arrivano, si va verso la normalità al massimo entro 100 giorni con la fine del commissariamento».
«Il problema ora - ha rilevato il sindaco - è come si approva il piano delle ricostruzione, lì si è creato un quadro che va verso un chiarimento. Adesso è chiaro chi fa che cosa. Personalmente mi sono stancato per tre anni di aver risposto di cose non fatte o fatte male da altri».

MIRACOLO? BARCA: «IL FILM DI DE SICA….»
Nei mesi successivi al sisma del 6 aprile molte volte si è sentito parlare di miracolo all'Aquila, ma quando si chiede al ministro Fabrizio Barca se lui oggi riuserebbe il termine "miracolo", il ministro si prende una pausa e poi dice che: «A me la parola miracolo ricorda un bel film, 'Miracolo a Milano' di De Sica», chiosa andando via. Ma a confermare la legittimità di quello che potrebbe sembrare uno slogan è il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi: «Sì, io la parola 'miracolo' la utilizzerei ancora, anche perché è lo stesso ministro Barca ad aver detto che siamo più avanti di quello che pensava - prosegue - e, d'altra parte, i progetti per la ricostruzione vera sono stati consegnati il 31 agosto scorso; quindi è lo stesso Barca a riconoscere il lavoro fatto».

COSA CAMBIA
Le nuove regole saranno inserite nel nuovo piano annunciato tra una settimana.
I condomini avranno l'obbligo di scegliere tra cinque progetti presentati da cinque aziende diverse.
Tutte le ditte - dai fornitori di beni alle ditte edili, di restauro e impiantistiche - devono essere iscritte all'albo stilato dalla Prefettura che assicura la certificazione antimafia, al fine di prevenire possibili infiltrazioni della malavita organizzata in quello che è considerato il cantiere più grande d'Europa.
Previste sanzioni per chi non rispetta i patti della tempistica. Il cambio radicale non interesserà i contratti già posti in essere tra le assemblee di condominio e le ditte costruttrici ma comunque influenzerà gran parte della ricostruzione pesante, visto che nella stragrande maggioranza dei casi gli interventi non sono stati né autorizzati né tantomeno attivati. «La grande ricostruzione privata sulla quale si addensa il maggiore pericolo di infiltrazioni - ha spiegato Barca - non è partita, quindi possiamo intervenire, per prevenire qualsiasi tipo di anomalia, normando meglio il percorso amministrativo nella considerazione che nessuno è nato imparato, come si suol dire, e che quindi siamo in tempo per sventare ogni tipo di pericolo». In riferimento alle sanzioni per chi non rispetta progetti e tempi, Barca ha sottolineato che «questa misura è un forte deterrente per quelle aziende che vogliono accaparrarsi una quantità di lavori superiori alla capacità della stessa azienda, quindi le piccole ditte capaci avranno delle chance rispetto a quelle grandi aziende che vengono da fuori e che vogliono accaparrarsi tanti appalti. Non siamo contrari a coloro che vogliono lavorare molto, ma la ricostruzione deve essere fatta con ditte affidabili e a regola d'arte».

Relazione Definitiva Cratere Aquilano marzo 2012