CHIETI

Chiusa la fontanella davanti all’UdA, protestano i residenti e gli automobilisti assetati

A chi dà fastidio l’acqua fresca del Giardino

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Chiusa la fontanella davanti all’UdA, protestano i residenti e gli automobilisti assetati
CHIETI. «L’acqua è di tutti? Allora chiudiamo la fontanella, tanto nessuno protesta».

Così deve aver pensato qualcuno (i residenti dicono l’Aca, altri se la prendono con l’ufficio acquedotto del Comune di Chieti) e così è stato subito fatto: la fontanella su via dei Vestini, di fronte all’università e prima dell’ospedale SS. Annunziata, posta sulla destra di chi sale a Chieti, non ha più acqua. Il pretesto sembra sia stata la caduta di un anziano che si è fatto male scivolando sul ghiaccio nei giorni della nevicata. Pretesto risibile, perché se la colpa è del ghiaccio dovrebbe chiudere ogni marciapiede ed ogni angolo dove si sono registrati scivoloni. E inoltre lì nei pressi si sono verificati altri scivoloni anche d’estate o in primavera, dovuti probabilmente al fatto che lo scivolo ed il marciapiede della fontana sono stati realizzati male.
E così invece di migliorare l’accessibilità, si chiude l’acqua. Numerose le lamentele pervenute, non solo dai residenti che da anni si battono a difesa di questo “servizio”. La proposta è di riaprirla poco più a monte, dove c’è spazio anche per chi si ferma in auto e dove si potrebbe realizzare una forma di accoglienza e di sosta più dignitosa. Perché quello che molti non sanno è che questa fontana è uno “sfogo” obbligatorio dell’acquedotto del Giardino che passa proprio lì sotto e che per motivi tecnici deve avere una fontana ogni volta che affronta un dislivello. Altre fontane di questo tipo erano presenti poco a valle, sulla strada del Villaggio Mediterraneo, nella piazza della contrada di San Martino e sulla strada a scorrimento veloce, dopo la galleria verso Pescara. Tutte chiuse. Questa fontanella di via dei Vestini ha subìto vari “attentati”, fin dal 1997 quando ci fu l’apertura del nuovo ospedale: contro la chiusura si mobilitarono anche studenti e docenti della d’Annunzio, compreso il rettore Uberto Crescenti. Successivamente si mobilitarono il sindaco Nicola Cucullo che parlò di «biglietto da visita per l’accoglienza di Chieti», molti consiglieri comunali, tra cui Enrico Rispoli, e alcuni tecnici e progettisti impegnati nei lavori di quella strada. Poi improvvisamente la fontana fu chiusa per “inquinamento”. E si scoprì che ad essere inquinata non era l’acqua, ma il cannello, da cui quest’acqua usciva e che fu sostituito. Poi la recente sistemazione, realizzata proprio malvolentieri e con uno scivolo pericoloso, tanto che i residenti – costretti, come gli altri, ad inginocchiarsi per bere – aggiunsero una “protesi” che innalzava il getto dell’acqua e che consentiva a tutti di bere. Oggi la fontana è muta e manca un ‘punto di riferimento’ per chi arriva a Chieti. Ma a chi dà fastidio la possibilità di poter assaporare l’acqua fresca del Giardino?
Sebastiano Calella