IL RACCONTO

Stupro di Pizzoli, il ginecologo: «mai vista tanta efferatezza»

A Canale 5 il racconto del medico che ha operato la giovane

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Stupro di Pizzoli, il ginecologo: «mai vista tanta efferatezza»
L’AQUILA. «In trent’anni di attività non avevo mai visto nulla del genere».

A parlare oggi in diretta a Pomeriggio 5 di Barbara D’Urso è stato Gabriele Iagnemma, ginecologo dell’ospedale dell’Aquila.
Il medico si è preso cura della giovane studentessa di Tivoli stuprata a Pizzoli e abbandonata seminuda sulla neve all’uscita della discoteca Guernica. La ragazza è rimasta in ospedale per quasi 20 giorni. In carcere, con l’accusa di stupro e omicidio c’è Francesco Tuccia, militare avellinese di 21 anni che in questi giorni divide la cella con un altro indagato eccellente, Salvatore Parolisi.
«E' stata portata all'ospedale dal 118 e scortata dai carabinieri», ha ricordato il medico. «E' arrivata ricoperta di sangue in condizioni di incoscienza e in un grave stato di shock emorragico dovuto alle gravi lacerazioni che aveva». Lacerazioni che interessavano oltre che l'apparato genitale anche altri organi. «E' stata portata immediatamente in sala operatoria», ha ricordato il medico, «dove ho chiamato subito il collega chirurgo ed insieme, l'abbiamo operata. Un intervento di oltre un’ ora nel quale sono stati ricostruiti l'apparato digerente e l'apparato genitale». La ragazza è rimasta in ospedale per più di venti giorni, è stata dimessa ed è tuttora convalescente.  Sarà sottoposta ad ulteriori controlli ed esami «soprattutto per verificare la funzionalità di alcuni organi, perchè dal punto di vista anatomico è guarita, ma non sappiamo se lo sia dal punto di vista dell'apparato digerente che è la parte più colpita».
Il medico ha confermato che «in trent'anni di carriera di atti di violenza ne avevo purtroppo già visti, ma nessuno di tale efferatezza».
Secondo gli inquirenti nello stupro è stato utilizzato uno strumento metallico mentre il giovane ha parlato sempre di «rapporto consenziente e senza alcun oggetto esterno». Ma per i medici le ferite riportate dalla giovane non sono affatto compatibili con un rapporto amoroso senza violenza.
Il ragazzo non è indagato solo per violenza sessuale ma anche per tentato omicidio perché, dice l’accusa, la ragazza romana dopo aver subito le «sevizie» del militare è stata abbandonata «in prossimità di una porta antincendio semincosciente in una pozza di sangue, seminuda, esposta anche alla morte per le bassissime temperature». Per il pm David Mancini se il titolare della discoteca non l'avesse rinvenuta per caso intorno alle quattro del mattino sarebbe sicuramente deceduta.
Sempre l’accusa (e il gip conferma) parla ha parlato di «estrema brutalità» usata nei confronti della donna. Il carcere è scattato a quasi 10 giorni dai fatti, dopo attente analisi per il pericolo della reiterazione di ulteriori reati della stessa specie».