IL RIESAME

Inchiesta macerie, «il sindaco e il vice di Magliano non andavano arrestati»

Il Riesame mina pesantemente l’inchiesta della procura

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Inchiesta macerie, «il sindaco e il vice di Magliano non andavano arrestati»
L'AQUILA. Il tribunale del Riesame dell'Aquila ha annullato l'ordinanza con cui si disponevano gli arresti domiciliari nei confronti dei due amministratori pubblici di Magliano dei Marsi.

I giudici hanno stabilito che la ordinanza era illegittima non doveva essere emessa», ha commentato l'avvocato Leonardo Casciere, legale del sindaci di Magliano dei Marsi, Gianfranco Iacoboni, e dell'assessore dello stesso comune, Angelo Iacomini, commentando il provvedimento del tribunale del Riesame che annulla l'ordinanza e quindi la misura dei domiciliari rimettendo il libertà i suoi due assistiti.
«I due amministratori sono liberi e tornano alla loro funzione in Comune - ha continuato Casciere - Avevo detto al momento degli arresti che era un abbaglio. Il Riesame ha stabilito che non esistono i gravi indizi di colpevolezza e le motivazioni dell'arresto.
Il legale ha spiegato che i suoi due assistiti restano indagati e che in futuro si vedrà anche su questo fronte. «Mi riservo anche di eccepire la incompetenza territoriale e di materia, visto che la procura distrettuale antimafia non c'entra nulla in questa vicenda»
 L'inchiesta denominata "Penelope" riguarda lo smaltimento dei rifiuti, tra cui le macerie del sisma, alla luce di un presunto patto tra amministratori e imprenditori: non a caso, coinvolge anche i fratelli Franco e Sergio Celi, titolari della omonima azienda di lavorazione inerti. I due imprenditori rimangono all"obbligo di dimora nel comune di Avezzano disposti dal Gip del tribunale dell'Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, che aveva firmato l'ordinanza, ma che al termine dell'interrogatorio di garanzia, aveva deciso di attenuare le misure annullando i domiciliari e disponendo per i quattro l'obbligo di dimora senza attendere il verdetto del tribunale del Riesame.