SANITA'

Atto aziendale Asl Teramo: contestazioni feroci dal Pd

Il manager Varrassi ha «ammesso le carenze»

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Atto aziendale Asl Teramo: contestazioni feroci dal Pd
TERAMO. «Ma insomma – ha chiesto Claudio Ruffini, consigliere regionale Pd, durante l’audizione di Giustino Varrassi, manager Asl di Teramo, presso la quinta commissione regionale – le linee guida regionali sugli Atti aziendali sono state rispettate o no?»

 La domanda, a bruciapelo, tendeva ad entrare nel cuore delle critiche che sono state rivolte da più parti all’Atto aziendale della Asl di Teramo.
«Voglio sapere - ha aggiunto Ruffini - se sono stati acquisiti i pareri della conferenza dei sindaci e quelli del consiglio dei sanitari; se c’è qualche intervento per abbattere le liste di attesa, come sono stati individuati i criteri per affidare gli incarichi ai primari ed ai responsabili delle Unità operative, se ci sono Distretti che funzionano h24».
 Le domande chiaramente erano quelle alle quali non si può rispondere, nel senso che la risposta è già preannunciata come un no. Ed infatti «il manager ha risposto – continua Ruffini - a ha  offerto un quadro complessivo che dimostra che questo Atto è carente, inadeguato e poco trasparente. Per queste ragioni chiedo che non venga approvato dal Commissario e dal sub-commissario e che si torni a discuterne assieme a tutti gli organi competenti».
 Secondo il consigliere Pd, l’Atto non ha avuto il parere del consiglio dei sanitari, non presenta iniziative per abbattere le liste di attesa o le file al Pronto soccorso, non sono indicati i criteri per le nomine. Nel contenuto, manca la previsione di un Polo oncologico, i Distretti funzionano h12 ed alle emergenze notturne risponde solo la guardia medica. Insomma una bocciatura a tutto campo, perché secondo Ruffini «l’Atto aziendale prevede nuovi servizi per esigenze non giustificate da un punto di vista epidemiologico, mentre rispondono a logiche politiche. Ci sono al contrario realtà fortemente impattanti con la domanda di sanità che non vengono soddisfatte e che sono addirittura penalizzate, come ad esempio il Centro della nutrizione di Giulianova, la fibrosi cistica ed il Centro di Auxologia di Atri, i malati oncologici, l’urologia, l’ostetricia a Teramo, la rete di emergenza-urgenza, ecc. ecc.»
 Alle feroci critiche del Pd regionale, si associano i capigruppo di opposizione al comune di Atri e cioè Gabriella Liberatore, Pd, Paolo Lupinetti, Udc e Carmine Zippilli, La Rosa bianca.
«Speravamo di esserci sbagliati e che la mobilitazione del nostro territorio potesse essere l’occasione di una stagione nuova di politica sanitaria. Così non è stato – aggiungono – tutti gli atti provvisori contro l’Ospedale di Atri dimostrano che la mobilitazione non è stata ascoltata. Fa letteralmente tremare i polsi il declassamento di un’importante unità  quale quella di Anestesia e rianimazione a struttura semplice a valenza dipartimentale. Un giro di parole che è una condanna definitiva della storica vocazione  chirurgica del San Liberatore di Atri. Senza dire della Psichiatria ridotta ad ambulatorio o dell’Urologia a Day surgery o dell’Utic somparsa. Presenteremo nei prossimi giorni formale richiesta di convocazione del Consiglio Comunale e  preannunciamo che siamo come sempre pronti ad intraprendere ogni iniziativa possibile di fronte all’ennesimo schiaffo».