IL CASO

Nuovo cimitero di Chieti: bare a bagnomaria

Dopo il parco sottomarino arriva il cimitero in umido

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2720

Nuovo cimitero di Chieti: bare a bagnomaria
CHIETI. Per il nuovo cimitero di Chieti scalo è stata identificata un’area dove l’acqua si trova appena si scava.

A meno che non si tratti di una scelta dell’amministrazione comunale per realizzare un intervento innovativo, cioè un cimitero acquatico, la cosa potrebbe creare non pochi problemi.
Ci troviamo in Via Strada Ombrosa, a monte della rotatoria di Megalò e di fronte al maneggio dei cavalli. Una zona che in effetti era stata destinata ad ospitare il cimitero fin dal lontano 1970. Ma da allora molte cose sono cambiate e questa previsione di Prg dopo 40 anni dovrebbe essere decaduta sia per l’urbanizzazione di questa zona dove i proprietari – causa cimitero - non potranno costruire più nemmeno la cuccia per il cane, sia per le novità introdotte dalla legge sull’obbligo della perizia geologica. Però, secondo i residenti, il Comune non ha mai effettuato prove geologiche per verificare lo stato del terreno e del sottosuolo e la decisione quindi appare casuale. «Mai nessun tecnico è venuto qui a sondare il terreno – spiega Fabio Argirò, genero della titolare di un permesso di costruire per una casa rurale già prevista proprio al centro del futuro cimitero – ma ad occhio nudo la presenza di acqua è evidente: ci sono numerosi pozzi artesiani e c’è un fosso di scolo delle colline circostanti. Addirittura, stando alla planimetria del Comune, il muro di cinta del cimitero dovrebbe insistere proprio sul fosso. Chissà, lo realizzeranno su palafitta…»
 Se fosse vera, questa dimenticanza del Comune sarebbe molto strana perché una delle caratteristiche richieste per realizzare un cimitero è proprio quella della composizione del terreno che deve assicurare la mineralizzazione delle salme. Cioè terreno secco, quello che ha consentito alle mummie dei faraoni di mantenersi intatte per millenni. Qui le bare invece saranno a bagnomaria.
In questa storia è evidente che il diavolo ci ha messo la coda (trattandosi di cimitero questo protagonista non è fuori luogo). Infatti la localizzazione del cimitero in un terreno di circa 7 ettari che non sembra adeguato, è venuta casualmente a galla (sempre di acqua si parla) per il contenzioso sul permesso di edificazione di questa casa rurale progettata proprio nell’area interessata dalla nuova opera. Il permesso prima non concesso, poi concesso con il silenzio assenso, poi sospeso in attesa di altra documentazione è stato il detonatore della protesta dei residenti, coinvolti anche perché intanto il Comune ha spedito a tutti una lettera per informarli che le costruzioni saranno bloccate: lì sorgerà il nuovo cimitero e quindi è stato imposto il divieto assoluto di edificazione entro la fascia di rispetto del muro di cinta. E i residenti – non solo i proprietari di questa casa da edificare - ora sono in subbuglio a difesa del valore delle loro case e delle loro proprietà e non si fanno capaci di una scelta che sembra improponibile proprio per la natura dei terreni, che definire umidi è molto riduttivo.
La vicenda, come si può capire, è veramente paradossale e ha due aspetti: quello del contenzioso privato, del tutto legittimo e motivato da una copiosa corrispondenza con il Comune e che sarà sbrogliato dai legali. E quello dell’interesse pubblico che viene invocato per imporre scelte senza gestire il consenso e senza presentare un piano tecnicamente ineccepibile. Che un nuovo cimitero sia assolutamente indispensabile per Chieti è fuori di dubbio. Quello che risulta incredibile è la superficialità della localizzazione se è vero, come sembra, che quest’area raccoglie tutta l’acqua delle colline circostanti e la falda è presente a poco più di due o tre metri di profondità. Senza dire che dalla planimetria in possesso dei residenti si vede che il muro di cinta va oltre la strada esistente, oltrepassa quindi Via Strada Ombrosa che sarà cancellata e si va a posizionare a pochi metri da un’altra abitazione esistente. Quindi la strada verrà inglobata nella struttura cimiteriale e dovrà esserne tracciata un’altra. Ma non basta: «Nella comunicazione del Comune – continua Fabio Argirò, che tra l’altro è anche consigliere comunale di Manoppello, area centrodestra – scopro che la casa che dobbiamo costruire si troverà all’interno del Cimitero, il che tutto sommato è anche molto pratico ed evita loculi e cappelle. E poiché l’acqua non manca, ci saranno molti fiori, molto verde spontaneo, giardini galleggianti all’inglese. Non ci posso credere…»
Sebastiano Calella

 


Visualizzazione ingrandita della mappa