LA SCOMPARSA

Silvana Pica, il figlio: «indagate per omicidio o sequestro»

A due mesi dalla scomparsa nessuna novità

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Silvana Pica, il figlio: «indagate per omicidio o sequestro»
PESCARA. Silvana Pica non si è allontanata volontariamente. Qualcuno le ha fatto del male. L’ha rapita o l’ha uccisa.

E’ questa la pista da seguire secondo i familiari della donna che non hanno notizie dal 17 gennaio scorso, giorno della scomparsa. In queste settimane solo una segnalazione, non si sa nemmeno quanto possa essere attendibile. Una donna ha raccontato che proprio il 17 gennaio, mentre era in auto col marito, avrebbe incontrato la traduttrice della Provincia mentre usciva a piedi dall'ospedale. Silvana avvicinatasi all'auto della coppia aveva chiesto loro un passaggio, probabilmente per far ritorno a casa. «Ma noi eravamo appena arrivati e non glielo abbiamo potuto dare».
Silvana, 57 anni di Torre dè Passeri, si è come volatilizzata in una città che, dopo il caso Roberto Straccia, deve fare nuovamente i conti con una nuova sparizione misteriosa.
Nei giorni scorsi il figlio della donna, Lorenzo, ha scritto una memoria difensiva per chiedere l’apertura di un fascicolo per rapimento o scomparsa. Sono stati poi i carabinieri ad inoltrarla al pm Valentina D’Agostino.
Il figlio ha messo per iscritto quello che nelle scorse settimane avevano confermato anche le amiche e altri parenti. «Per lei era un periodo positivo e non c’era alcun motivo per allontanarsi da me senza avvertirmi. Stava bene, aveva trovato un proprio equilibrio nonostante i problemi recenti e non aveva alcun motivo per uccidersi».
Impossibile, dice ancora il figlio, che la madre abbia deciso di andare via spontaneamente senza dirgli nulla anche perché i due avevano da poco ristabilito un rapporto dopo 11 anni difficili, di lontananza «non per causa mia», ha spiegato il ragazzo, «e nemmeno per colpa sua».
Un altro fattore che fa credere alla famiglia che Silvana Pica non se ne sia andata volontariamente è il fatto che due giorni dopo la scomparsa, ovvero il 19 gennaio, il figlio avrebbe dovuto sostenere l’ultimo esame universitario alla facoltà di Giurisprudenza a Teramo, dove studia. La donna era emozionata per la laurea che si avvicinava, tanto da essere già andata in una gioielleria nel centro di Pescara per informarsi sull’acquisto di un orologio da regalare al giovane.
«Mi ricordo molto bene quella donna», ha raccontato ieri sera a ‘Chi l’ha visto?’ la commessa del negozio. «Mi disse che doveva fare un regalo al figlio che studiava fuori città e che si stava laureando».
Il 19 gennaio era prevista anche un’udienza della causa civile con l’ex marito. Il legale Sabatino Ciprietti che da molti anni cura i suoi interessi nel procedimento ritiene improbabile un allontanamento improvviso.
Pensa che possa esserci stato un «incontro indesiderato», invece, Marcello Bergella, ex cognato della donna. Silvana poco prima di sparire era andata dalla suocera che vive in via de Amicis e l’anziana aveva notato che Pica aveva un labbro stranamente gonfio «come se qualcuno le avesse dato un pugno».
Sempre quella sera la donna chiese all’ex suocera se poteva restare a dormire lì ma la donna disse di no. Da quel momento non si sa più nulla di Silvano. Le chiavi di casa sono rimaste dietro alla toppa della porta della sua camera, in un appartamento che condivideva con alcune amiche in viale Marconi.
Nei giorni scorsi quando i carabinieri sono entrati nella stanza hanno trovato delle carte di credito, un deposito di 35 mila euro, degli occhiali da vista, ma non quelli che portava abitualmente, le sue sigarette e i farmaci per la terapia che seguiva. Nella sua camera c’era anche il pc della Provincia (dove la donna lavora come interprete) che utilizzava per lavoro che nelle prossime ore verrà controllato dagli inquirenti.
Il 19 gennaio era prevista anche un’udienza della causa civile con l’ex marito. Il legale Sabatino Ciprietti che da molti anni cura i suoi interessi nel procedimento ritiene improbabile un allontanamento improvviso.