SPOLTORE

Inchiesta Spoltore. Pioggia di denunce sulle villette di Marcello Sborgia

Numerosi acquirenti del complesso residenziale “Le monache 2” si sono rivolti alla procura

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

8325

Inchiesta Spoltore. Pioggia di denunce sulle villette di Marcello Sborgia
SPOLTORE. Cittadini acquirenti beffati ma anche arrabbiati per il trattamento ricevuto. La storia non è del tutto originale e si è verificata negli anni scorsi a Spoltore.

E’ emersa nell’ambito dell’inchiesta sull’urbanistica della procura di Pescara condotta dal pm Gennaro Varone. Si tratta dell’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco Franco Ranghelli e dell’ex presidente del Consiglio della Regione Abruzzo, Marino Roselli, e che conta in totale 16 indagati.
Tra le nuove accuse all’ex sindaco e a Roselli ci sono anche quelle che riguardano la costruzione e la vendita di sottotetti non calcolati nel computo metrico delle palazzine, venduti come sottotetti ma in realtà veri e propri appartamenti. Con il piccolo neo di dover essere sanati, cioè messi in regola, in un secondo momento e grazie alla variazione del Prg e all’approvazione di una legge regionale. In una parola chi ha comprato si sarebbe ritrovato di fatto un appartamento “abusivo”.
Di questo capo di imputazione devono rispondere anche Luigi Zampacorta e Marcello Sborgia, imprenditori.
Secondo l’accusa Ranghelli, nella qualità di sindaco del Comune di Spoltore, avrebbe promesso di sanare a ‘recupero abitativo’ i sottotetti abusivi con il piano regolatore (da adottarsi da tecnici di fiducia dell’amministrazione comunale) in cambio di somme di denaro. Si tratta di sottotetti realizzati dai costruttore Zampacorta Luigi (gestore della Villa Costruzioni Srl e della Ediliiza, che avevano realizzato i complessi “Le Perle” e “Le Coccinelle”) e Sborgia Marcello (gestore dell’impresa Diessecì, che aveva realizzato i complessi “Le Monache 2” e “Le Monache 3”) che erano già stati «fraudolentemente venduti con abusiva destinazione residenziale», in pratica venduti come appartamenti veri e propri ma non computati nella cubatura complessiva dell’edificio.
Numerose le denunce sporte da acquirenti del complesso “Le Monache 2” che sarebbero agli atti dell’inchiesta e che hanno confermato agli investigatori della Forestale il trattamento che è stato loro riservato.
La paura che il “sistema” dei sottotetti abusivi venisse scoperto risale al 2007 quando a Spoltore si sparse la notizia che qualcuno aveva denunciato.
Alcuni acquirenti hanno raccontato di aver ricevuto in quel periodo dellee telefonate dall’imprenditore Marcello Sborgia che invitava gli inquilini a non farsi trovare il dato giorno alla data ora in casa, poichè era a conoscenza di sopralluoghi ispettivi dei vigili urbani.
«Questa cosa è avvenuta sistematicamente per diversi giorni. Nelle telefonate Sborgia mi informava del giorno e dell’ora che non dovevo essere in casa perché sarebbero arrivati i Vigili Urbani», conferma un residente alla Procura. «Io ho eseguito questo suo invito visto che Sborgia continuava a ripetermi che non dovevo farmi trovare finchè non sarebbe uscita la Legge Regionale per il recupero dei sottotetti».
Ma la strada di questa “sanatoria” tanto voluta è irta di difficoltà tanto che un altro acquirente dei sottotetti-appartamenti racconta: «ricordo che un venerdì di febbraio 2007 Sborgia mi contattò riferendomi di andare a fare i parziali versamenti per il recupero del sottotetto visto che era uscita la Legge regionale. Sempre nel periodo Febbraio 2007 inizi di Marzo 2007 venni contattato dall’ufficio tecnico della Pakundo Immobiliare che mi informava di ulteriore problema: che l’altezza media del tetto era superiore alla normativa di legge e prima del sopralluogo dei vigili si doveva camuffare la cosa».
Come si “camuffa la cosa”?
Qualche giorno dopo si presentarono a casa del signore tale geometra Carlo ed un operaio, entrambi della Pakundo Immobiliare, c’era anche lo stesso Marcello Sborgia, e per qualche ora applicarono del polistirolo sul soffitto del piano superiore. Un lavoro fatto in fretta e non del tutto rifinito tanto che l’inquilino fece notare a Sborgia che la cosa era palese e visibile ed i vigili avrebbero notato facilmente il trucco.
«Sborgia mi disse», ha riferito il denunciate alla procura, «tanto i vigili vengono con un occhio solo. Aggiunse inoltre di dire ai Vigili al momento del sopralluogo che le tramezzature le avevo realizzate io».
E molto acquirenti dei sottotetti, dopo aver avuto l’amara sorpresa, hanno scoperto anche di correre qualche rischio con la giustizia poichè agli atti di questa inchiesta vi sono comunque dei modelli nei quali molti dei residenti attestano che le tramezzature sono state realizzate da loro stessi e non dalla ditta venditrice. Attraverso una serie di indagini, però, la Forestale ha potuto constatare che in realtà la ditta avrebbe fatto firmare i modelli in bianco che poi sarebbero stati compilati in un secondo momento.
«Ho dichiarato che avevo fatto io le tramezzature perché cosi mi fu detto di fare da Sborgia per non avere ulteriori problemi», ha dichiarato l’acquirente beffato.